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Malo: "Il Bene e il Malo"

  • Scritto da Enrico Tallarini

I Malo per il mercato discografico non esistono ancora. È con questo “Il Bmalo ene e il Malo”, EP autoprodotto, che il quartetto romano-toscano punta a spianarsi la strada per fare il proprio ingresso sulle scene.

 

Ma hanno le scarpe allacciate i Malo, che diventano gran cosa se associate a una buona capacità compositiva e a una spiccata vena ironico-sarcastica mai invadente. Suonano come i figliocci di Dente, con un pop melodico e sgangherato, leggero, divertente e di facile presa, che nel suo scorrere bene lascia un buon sapore. L’orsetto di peluche stramazzante in copertina e il gioco di parole del titolo conquistano al volo. E allora diamo voce alle sei tracce contenute in questo “Il Bene e il Malo”. L’influenza del buon Dente la si sente subito, dall’andazzo malinconico di “Terzo Piede” e dal cantato soffuso e sussurrato, velato di quell’aria sbarazzina che ha fatto del cantautore di Fidenza una tra le realtà meglio delineate e riconoscibili del panorama nazionale. “Canzone per i Piccoli” resta sulla stessa lunghezza d’onda, nonostante qualche inserto di elettronica e la ritmica saltellante che avrebbe oggi Ivano Fossati, se non fosse così appesantito.

Anche “Maledetta Fretta” è molto in stile Dente, con cui il sound dei quattro a volte ha una somiglianza quasi preoccupante. Ma “Maledetta Fretta” è una bella canzone così com’è: una melodia semplice e un testo che incuriosisce e fa sorridere, come se De Gregori avesse improvvisamente cavato fuori tutta l’ironia che ha sempre avuto ma non ha mai manifestato prima. “Pezzi” invece, strano mix tra Diaframma e Tiromancino, non convince, complice un ritornello bruttino e qualche assolo di troppo, e una produzione quanto mai piatta e priva di sfumature. Con “La Mia Vita Immaginaria” invece va meglio, eccezion fatta per le ovattate distorsioni sul refrain e per qualche solo di chitarra in sottofondo di cui si potrebbe fare a meno. A chiudere l’EP ci pensa “Secondi”, altra ballata swingata all’insegna dell’ironia: “I minuti secondi, comunemente detti secondi, anche se, non sono secondi a nessuno”. “Secondi” ti entra in testa e non ti lascia più, ed è un piacere ritrovarsi a fischiettarla e canticchiarla. E questo è un po’ quello che accade con tutte le tracce del disco. Tenete d’occhio i Malo, perché ne sentirete parlare presto. “Malo” che va, vi sarete allietati la giornata.

 

Info:

Autoproduzione, 2010

Pop

 

Contatti: http://www.myspace.com/malomusics

Scarica il disco al seguente link: http://malo.bandcamp.com/album/il-bene-e-il-malo