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I Quartieri: "Nebulose"

  • Scritto da Tanatosi

i quartieriE’ bene tener sempre d’occhio la 42records. A fine settembre scorso è stato pubblicato il primo lavoro ufficiale de I Quartieri, che si può scaricare o comprare con un’offerta minima.

Loro sono Fabio, Emanuele e Marco, “un gruppo travestito da cantautore”, o viceversa, i quali (provenienti da latitudini e precedenti esperienze diverse) tra Roma, Frosinone e il litorale tirrenico hanno composto un ep, inserito nella collana digitale 24 dell’etichetta, che non si fa fatica a percepire come voluto in un certo modo e, sempre in un certo modo, curato nei suoi particolari. I sei brani che lo compongono - i cui testi, densi di brevi e inaspettate delicatezze, sono della voce Fabio Grande - ruotano come capsule di pensiero disperse e in orbita tra le dimore e i cieli, intorno a prospettive di estremi spazio-terra, aria-crosta, drone-sentimento, tra arrangiamenti di elettronica, effetti, organi e “chitarra acustica portata via dalla forza di gravità” che completano il quadro suggerito dal titolo e dalla copertina. E’ bello ascoltare come i riferimenti musicali (e non) indicati - Barret, Beck, Damon Albarn, Lennon, piuttosto che Morricone, Tenco, Paoli – facciano capolino ogni tanto ma non troppo, e come siano mescolati e trattati in maniera già così matura e personale per un primo ep.

Dopo i Cosmetic e l’ep di Colapesce, fa piacere trovare dei ragazzi con idee altrettanto buone. "Confessioni di un Artista di Merda" ci dice, che “è come se non ci fosse un modo per amare te e conservare me”, e da lì la navicella si alza in volo verso "La stanza di Mimì" (la più bella dell’ep, secondo me), un affresco dell’amore ai tempi delle nebulose esistenziali e di quel “male radicale (che) è l’amor che non mi dai”. Oltre la striscia è un vero e proprio cyber-western-smog, in cui gli spaghetti sono rimasti definitivamente in chissà quali dispense dopo che “angeli e bombe (mi) hanno buttato giù dal letto”. Se fino ad ora l’occhio era vagamente più strizzato ai Gorillaz, con "Nebulose" sono i Radiohead a farsi subito sentire, e ciò non da’ affatto fastidio; almeno non a me che sto ascoltando questo disco da giorni ormai. Il primo sole a maggio, una schiarita malinconica purché serva a ricordare che comunque “la vita non è finita” e si torna a terra per i propositi del 2009 e la sua coda, perché “non c’è più un giorno da buttare via, né parole per riempire il tempo” e bisogna “strappare il velo” e trovare il proprio cielo. Dare un ascolto ogni tanto a ciò che si dice nei Quartieri può rivelarsi utile. E, non fosse altro che per alcune loro “centrali elettriche” ormai in disuso, varrebbe la pena provare ad accendere altre luci.

 

Contatti: http://42records.bandcamp.com/album/i-quartieri-nebulose

 

Info:

42 Records, 2010

Alt pop