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Nastri d'Argento 2013

  • Scritto da Michele Ciliberti

Forza e delizia del cinema italiano è la capacità di emanciparsi dalla mera visione del riquadro filmico per proiettarsi nella storia, nella bellezza, nella classe di istanti che raccontano d'eternità.

I festival sono prova di tale essenza, in quanto sunto di un percorso che racchiude arte in nomi, storia in vincitori, frammenti di pellicola che rendono eterni pezzi di storia contemporanea.

La grande bellezza, la migliore offerta, Reality: il cinema dei Nastri d'Argento anche quest'anno è voce autoriale che mira a vette d'arte da raggiungere con risultati pregevoli, ma anche fatica (vedi appello per la Credit Tax).

Taormina, il Teatro Greco, il Mediterraneo: dal 1946 un lembo di terra fertilizza arte bagnandola con tante voci provenienti da una frontiera di poesia in immagini che dalla Sicilia arriva a tutto il mondo cinematografico.

Tornatore, Sorrentino, Garrone: vitalità artistica che delizia i bulbi artistici narrando di emarginazione, notorietà, storie.

Gassman, Tognazzi, Golino: nuove voci registiche capaci di parlare di diversità, viaggi, eterogeneità d'intenti che rendono pulsanti gli istanti vitali.

A Taormina vince il Cinema.

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In questa edizione 2013 dei Nastri d'Argento dolce è stata la conferma di un fermento che negli ultimi anni si fa più interessante e piacevole, per un panorama artistico sempre più disposto a far parlare il sottosuolo narrativo italico attraverso personaggi riconosciuti e stimati a livello mondiale (presente il maestro Ennio Morricone, che nel 1965 si aggiudicò il suo primo Nastro d'Argento per “Un pugno di dollari”), e nuove figure emergenti - produttori, tecnici e attori - che fanno onore al Cinema e rendono magnifica la visione, il ricordo, l'estasi legata all'esperienza scenica nella cornice siciliana.

Proprio Taormina è cuore pulsante del premio, in quanto location che unisce fascino storico, bellezza geografica e attitudine a porsi come laboratorio di un cinema italiano in pieno fermento. Le esibizioni durante la premiazione di Verdone, Neri, Trinca, Tognazzi, Morandi, Cremonini, Falco sono state capaci di offrire uno spettacolo divertente e mai banale, grazie sopratutto alla variopinta ambientazione isolana, che può veramente rappresentare la rampa di lancio per molti giovani autori che vogliono mostrarsi al grande pubblico italiano ed estero.

Proprio in quest'ottica, come Osservatori - severi ma sognatori analisti del quotidiano – ci fa onore aver potuto prendere parte alla premiazione di Gassmann per il premio Hamilton Behind The Camera Award – Opera Prima, onorificenza per nuove voci filmiche capaci di tessere con sagacia e abilità nuovi racconti, sensazioni e sapori di un'Italia che pulsa e urla, ama e scalcia, brama e sogna per mezzo della pellicola.

Un meritato riconoscimento a un talento al quale auguriamo nuovi lavori alla regia e che proprio per questo è stato insignito del premio Hamilton - brand internazionale che dal 1951 collabora col mondo del cinema - che, a partire dall'esperienza di Los Angeles, ha iniziato a premiare chi lavora nel mondo cinematografico e in Italia vuole fare del merito, dello stile e della bravura il marchio di fabbrica per un prestigioso omaggio che viene da lontano (il marchio è apparso in più di 400 film) e che mira a valorizzare le produzioni di qualità.

Hamilton Behind The Camera Award – Opera Prima, infatti, ha reso possibile un nuovo approccio ai Festival, dando ai premi alle figure tecniche dietro la macchina da presa, tradizione che che tra gli altri ha premiato Pietro Scalia, Tecnico al Montaggio, Claudio Miranda, il direttore della Fotografia per “Vita di Pi”, e il regista Behn Zeitlin, insigniti dell'onorificenza da personaggi del grande schermo come  Harrison Ford, Ewan McGregor, Antonio Banderas, Sharon Stone e Robert Pattinson.

Proprio il riconoscimento ad Alessandro Gassman per “Razzabastarda”, consegnato da Valentina Lodovini, ha portato in Italia questo approccio, in grado di esaltare classe, talento e operosità, in un Festival che ha saputo davvero emozionare e rendere merito alle eccellenze culturali italiane.