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I Papà più famosi della Letteratura

  • Scritto da Giulia Zanfi

Di papà ce n’è uno solo.


La figura paterna, come quella materna, rappresenta un punto di riferimento per i figli che spesso guardano i genitori come modelli ai quali ispirarsi. Altre volte, però, capita anche il contrario e i genitori diventano invece figure dalla quali discostarsi completamente.

Sta di fatto che genitori non si nasce, ma si diventa. Così, nella giornata dedicata al papà, perdoniamolo se non è sempre all’altezza o se alle volte commette qualche errore.

Anche la Letteratura ci insegna che i papà non sono sempre perfetti, ma di certo ci vogliono bene.

Di seguito, alcuni dei papà più famosi della Letteratura.


MASTRO GEPPETTO, “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino” di Carlo Collodi
Quando Mastro Geppetto riceve in regalo da un amico un pezzo di legno, egli non sa che cosa gli aspetta. Il falegname incide con amore il legnetto che presto assume le sembianze di un bambino. Per lui Pinocchio non è solo un burattino di legno, ma un vero e proprio figlio a cui volere bene. Geppetto si dimostra fin da subito un papà generoso e comprensivo, che lascia passare ogni dispetto e marachella che Pinocchio combina. Solo alla fine, quando Pinocchio avrà compreso parte del senso della vita, tornerà da suo padre e gli dimostrerà sua volta il suo amore.

IL PADRE, “La strada” di Cormac McCarthy 
In un futuro apocalittico, in un'America sopravvissuta da una catastrofe che ha spazzato via ogni essere vivente, tranne gli uomini, un padre e un figlio (entrambi senza nome) percorrono una lunga strada asfaltata verso sud, per sfuggire ai rigori invernali. In questa atmosfera surreale, il padre insegna al figlio a vivere, cercando di trasmettergli positività anche laddove sembra non esistere. Un rapporto sincero e commovente che lega un padre a un figlio.

BOB CRATCHIT, “Canto di Natale” di Charles Dickens
Bob Cratchit è il sottopagato, sfruttato e maltrattato impiegato di Ebenezer Scrooge, avaro finanziere londinese. Il povero Bob è costretto a ricopiare a mano, in una stanza fredda e cupa, le lettere del suo padrone. Sottopagato e sfruttato, Bob lavora comunque con onestà e dedizione per mantenere la sua famiglia e i suoi sei figli.

PAPÀ GORIOT, “Papà Goriot” di Honoré de Balzac
Papà Goriot è un pastaio in pensione e fabbricante di vermicelli che vive a Parigi. Ha due figlie, Anastasie e Delphine (sposate rispettivamente con un conte e con un banchiere), che ama alla follia, ma che lo vanno a trovare solo ed esclusivamente per ottenere dei soldi. Mentre il suo affetto è disinteressato e sincero, quello delle due donne è puramente legato ad una questione economica. Anche alla fine, quando Papà Goriot dovrà compiere un lungo viaggio, nessuna delle due figlie lo accompagnerà. Egli morirà solo.

HANS HUBERMAN, “La bambina che salvava i libri” di Markus Zusak
Hans Hubermann non è il padre genetico di Liesel, ma quando la bambina gli viene data in affidamento, egli la considera come una vera e propria figlia. Ben presto, si rende conto che la ragazza desidera fortemente di imparare a leggere, così, giorno dopo giorno, si dedica insieme a lei alla lettura di un libro. Hubermann si prenderà cura di lei con affetto e tenerezza, proteggendola sempre, anche dalla tragedia della guerra.

AGENORE DARLING, “Peter Pan” di James Matthew Barrie
Agenore Darling viene da subito presentato come un padre severo e autoritario. Stanco delle marachelle infantili dei propri figli, prima di uscire di casa per andare ad una festa insieme alla moglie, dichiara che Wendy (la più grande fra i tre) è diventata troppo matura per continuare a stare nella stanza dei suoi fratelli. Per lei è giunto il momento di crescere e di avere una stanza tutta per sé. In realtà, al rientro dalla festa, il signor Darling si è calmato e senza sapere nulla dell’avventura strepitosa che hanno vissuto tutti e tre i suoi figli, abbraccia Wendy e riconosce la sua infanzia.

JOHN SMITH, “Papà Gambalunga” di Jean Webster
Papà Gambalunga è il soprannome che la trovatella Jerusha Abbot – alias Judy da al suo misterioso benefattore che le permette di frequentare l’università. L’uomo, che desidera rimanere anonimo fino alla fine, pone come unica condizione che Judy gli scriva periodicamente per tenerlo al corrente dei suoi progressi nello studio e nella vita.

MICHELE SERRA, “Gli sdraiati” di Michele Serra
Giornalista, scrittore, autore televisivo e umorista italiano, Michele Serra è ancor prima un papà alle prese con un figlio quasi incomprensibile. Nel suo ultimo libro, “Gli sdraiati”, dialoga con il figlio adolescente, mettendo a confronto le due generazioni.

ARTHUR WEASLEY, “Harry Potter “ di J.K.Rowling
Arthur è il capofamiglia della famiglia Weasley. Lavora per il Ministero della Magia all'Ufficio per l'Uso Improprio dei Manufatti dei Babbani per i quali ha una vera e propria passione. Dall’aspetto un po’ goffo e imbranato, il papà dei sette figli Weasley, si dimostra essere un genitore generoso e premuroso anche nei confronti di Harry Potter, che accoglie in casa quasi come un figlio.

MR. WOODHOUSE, “Emma” di Jane Austen
Orfana di madre, Emma vive con suo padre, Mr. Woodhouse, un ipocondriaco che si occupa principalmente della propria salute e della sicurezza di chi ama. Per Emma, suo padre diventa una figura della quale prendersi amorevolmente cura.