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I migliori scrittori secondo Bukowski

  • Scritto da Anita
charles bukowski

Nulla nasce dal nulla. Tutte le cose nascono da tutte le altre, tranne che dai diamanti, per dirla con De André. Anche il buon vecchio “sporcaccione” Bukowski non è immune a questa legge di natura e, per sua stessa ammissione, deve la fortuna della sua penna anticonformista e innovativa a diversi mostri sacri della letteratura, nessuno dei quali fa parte della famigerata schiera “beat” a cui il povero Bukowski è stato più volte associato.

La lista non intende avanzare alcuna pretesa di esaustività e l'ordine dei nomi riportati è puramente casuale (quindi non in ordine di importanza e influenza). Detto questo, se volete eguagliare la lucidità e il delirio di Hank Chinaski, qui ci sono tutti gli strumenti del mestiere per farlo, un elenco sommario dei libri e degli scrittori preferiti dal vostro compagno di sbronze più fidato: Charles Bukowski.

Buona scoperta e buone letture!

Louis-Ferdinand Céline
Viaggio al termine della notte” ha avuto senza dubbio una grande influenza su Charles Bukowski, tanto che lui stesso racconta così della sua lettura del capolavoro di Céline:

"mi procurai il “Viaggio” di Céline e lo lessi d'un fiato sdraiato sul letto a mangiare crackers, andai avanti mangiando crackers e leggendo, leggendo, ridendo ad alta voce, pensando: finalmente ho incontrato uno che scrive meglio di me. Finii il libro e mi scolai litri d'acqua. dentro la pancia i crackers mi si gonfiarono e mi venne il peggiore mal di stomaco del cazzo di tutta la mia vita. Vivevo con la mia prima moglie, lei lavorava nell'ufficio dello sceriffo di Los Angeles e rientrando a casa mi ritrovò piegato in due che gemevo: - ehi, che ti è successo? - Ho appena letto il più grande scrittore del mondo! - ma non dicevi di essere tu il più grande? - Sono il secondo, baby...".

John Fante
Hank e Jonh, due vagabondi per le stesse strade di una Los Angeles che fa innamorare, una Los Angeles da possedere, amare, rinnegare, odiare e al contempo mai da abbandonare. Bukowski è la persona a cui si deve la riscoperta di John Fante come scrittore. Fu lui infatti a sottoporre “Chiedi alla polvere” all'editor della Black Sparrow Press, che non l'aveva mai sentito nominare. Sembra che Buk, per ripararsi dal freddo, trascorresse ore e ore in biblioteca provando a leggere di tutto, sperando di trovare qualcosa che lo emozionasse, che gli facessebattere il cuore, ma non trovava niente. Niente di niente, poi un giorno, ha “cominciato a leggere John Fante". Ecco cosa scrive di lui Buk nella poesia Epilogo:

“... Ma Fante il ricordo più bello
che ho di te
era negli anni ‘30
quando vivevi in quell’albergo vicino
all’Angel’s Flight
e lottavi per essere uno scrittore,
inviando racconti e lettere
a Mencken.
a quei tempi
ti veniva fuori
l’urlo dallo stomaco.
e io lo sentivo.
lo sento ancora adesso.
e mi rifiuto di immaginarti
su un campo di golf
o a Hollywood
.”

Jean Paul Sartre
La cosa migliore è essere soli ma mai veramente soli” (da Il Capitano è fuori a pranzo e i marinai prendono il comando): se non è esistenzialismo questo, non so cos'altro lo sia. Bukowski è sicuramente stato il Sartre americano, a modo suo. “L'inferno sono gli altri” (da A porte chiuse): se non è realismo sporco alla Bukowski questo non so cos'altro lo sia. Sartre è stato il Bukowski francese, a modo suo. Del resto, B. è sempre stato affascinato dagli esistenzialisti, Sartre in primis, ed entrambi si sono sempre rispettati e ammirati. Buk ha sempre dichiarato un senso di profondo rispetto e ammirazione per lo stile asciutto e snello dello scrittore statunitense di "Addio alle armi". Nel libro "Panino al prosciutto" scrive:

... Hemingway ce la metteva tutta. Nella sua scrittura si sente la fatica. Erano blocchi massicci messi insieme. Anderson sapeva ridere mentre ti diceva qualcosa di serio. Hemingway non sapeva ridere. Uno che scrive alle sei del mattino non può avere alcun senso dell'umorismo. Vuole sconfiggere qualche cosa.”

Knut Hamsun
Il suo romanzo del 1890, “Fame” è tra i libri fondamentali di Bukowski. Il romanzo riguarda un giovane scrittore illuso che sceglie di morire di fame per la sua arte, piuttosto che lavorare.

George Orwell
Il libro di George Orwell "Su e giù per Parigi e Londra", impressionò parecchio Charles Bukowski che trovò l’ispirazione per scrivere uno dei suoi migliori romanzi, Factotum

Carson McCullers
Un altro libro preferito di Bukowski era "Il cuore è un cacciatore solitario", che Carson McCullers, scrisse appena ventitreenne. Il romanzo, ambientato in una città del sud degli Stati Uniti, risente nel contenuto e nello stile della narrativa cruda e realista dei decenni appena precedenti e venne in seguito identificato dalla critica quale appartenente al "gotico" tipico del sud.

Fëdor Dostoevskij
Mi lessi “Memorie dal sottosuolo” di Fëdor Dostoevskij in una piccola biblioteca a El Paso, dopo una notte passata su una panchina del parco durante una tempesta di sabbia. Dopo aver letto quel libro capii che dovevo fare molta strada per diventare uno scrittore”: così Bukowski descrive il suo incontro con il romanzo dostoevskiano per eccellenza.

Henry Miller
Charles ammirava l'opera di Henry Miller, specialmente il suo classico “Tropico del Cancro”, che condivide alcuni temi simili a quelli di Bukowski. Entrambi gli scrittori hanno avuto in comune l'amore per Céline.


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