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Generazione mail order

Dedicato alla Lira, agli stereo compatti, ai miei sedici anni, al bollino giallo col punto esclamativo sui CD incelofanati.

"Senti, questa settimana faccio l'ordine su Nannucci. Siamo già quattro persone. Che fai, ti aggreghi? Se arriviamo a dieci pezzi ci abbonano le spese di spedizione. Fammi sapere!" (la telefonata tipica).

A cavallo tra anni Novanta e primissimi Duemila, a dominare il mercato editoriale per corrispondenza era un sistema denominato mail order, praticamente ordinavi via posta e pagavi in contrassegno all'arrivo del postino, raccoglievi i soldi degli amici e sicuramente ci rimettevi qualcosa.

"Posta ordinaria" era la parola d'ordine, i protagonisti sostanzialmente cinque:

1. NANNUCCI. Alzi la mano chi tra di voi non era abbonato a Nannucci! Cataloghi mensili, gratuiti, interminabili, suddivisione per categorie (film, musica e libri, se non erro), un'intera sezione dedicata alle offerte, alcune mozzafiato, altre divertenti o semplicemente fuori luogo. Se non c'avete "Ball-Hog or Tugboat?" di Mike Watt pagato 2.900 lire su Nannucci allora fatevi un esame di coscienza!

2. TOP TEN: di Top Ten ricordo che era più sottile, striminzito, leggero, sicuramente meno prorompente rispetto al colosso Nannucci. La scelta dei dischi e la varietà delle offerte no, quelle ti mandavano perennemente su di giri! Si partiva addirittura da 1.900 lire. 1.900 lire ragazzi: cosa comprate, al giorno d'oggi, con 1.900 lire? Insostituibile strumento adolescenziale da arrotolare per parlare o cantarci dentro, usciva quattro volte all'anno, due numeri bomba e due aggiornamenti. Quintali di pacchi e pacchettini sull'asse San Giovanni Rotondo/Salsomaggiore.

3. NEGATIVE: Negative era la variante "intransigente", la culla delle t-shirt originali (quelle taroccate le affronteremo nel capitolo successivo), il paradiso dei felponi black metal o delle magliette punk rock stampate su fronte e retro. E poi c'era tutta la sezione dedicata alla musica, con la Roadrunner a dettare leggere seguita a ruota da Earache e Relapse Records. Imprescindibile oggetto di culto per la generazione a cavallo tra vecchio e nuovo millennio, quando te lo vedevi sbucare dalla posta si bloccava l'universo. A proposito, esiste ancora?

4. CARNABY STREET: Carnaby Street era il trash, l'accozzaglia, il quartier generale dei gadgettini e delle cianfrusaglie, il suo nome per sempre legato a quelle etichette dietro i colletti della maglie conosciute come "Frutta". Il resto è storia con la S maiuscola!

5. SWEET MUSIC: di Sweet Music ricordo poco o niente, però qualcosa deve essere accaduto. Illuminatemi, please!

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