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Sotto la pelle (Michel Faber)

Dimenticate il Faber de “Il petalo cremisi e il bianco”, perché qui non c’entra proprio un bel niente. Nessuna corrispondenza con il libro precedente, né tantomeno con lo stile utilizzato. “Sotto la pelle” esce in libreria in Italia dopo il successo del ‘petalo’, ma si colloca in realtà molto prima. Si tratta, infatti, del romanzo d’esordio dell’autore olandese. Una storia ambigua che divide e scuote gli animi.

Chi lo ama, lo considera un capolavoro (quasi) di fantascienza. Una lettura fuori dal comune che coinvolge ed emoziona. Agghiacciante quanto basta da farti trattenere il respiro, ma magnetico a tal punto da farti girare la pagina e proseguire il racconto. Faber non spiega, ma narra e ti catapulta immediatamente all’interno della vicenda, in pieno medias res, senza fornirti informazioni che danno un senso al tutto. La sensazione è quella di trovarsi dentro una centrifuga e di non capire più niente. Chi uccide chi e per quale motivo. Chi sono i buoni. Chi sono i cattivi. Perché lo fanno. Una serie di domande che non trovano alcuna risposta, se non alla fine, quando il mistero non viene completamente svelato, ma si percepisce appena. C’è chi in tutto questo ha trovato anche una morale, una sorta di parabola esistenziale che descrive perfettamente la condizione umana odierna. Un libro che va letto dunque per la sua originalità e che riesce ad emergere dalla massa.

Chi lo odia però, lo considera una cagata pazzesca. Spazzatura: nient’altro che letteratura avariata. Un polpettone di cliché e luoghi comuni che non fanno altro che mescolarsi a casaccio, senza aggiungere nulla di nuovo a quello che già sapevamo in precedenza. Si ripropone il binomio umani contro alieni, ma senza concentrarsi sulle motivazioni che portano a questo confronto/scontro. Faber improvvisa una storia che però non ha né capo né coda e si conclude con un finale frettoloso e poco ragionato, come se l’autore fosse stato improvvisamente risucchiato da altri impegni. Ripetitivo, monotono, deludente. Un libro che si fatica a leggere e che non persuade.

“Sotto la pelle” sospende il giudizio. Ti attira, ma ti ritrae. Ti incuriosisce, ma non ti convince. Si arriva alla fine che non si è pienamente soddisfatti, ma ci si ritrova, quasi inconsapevolmente durante la giornata, a ripensare all’intera vicenda. Meritevole o meno, Faber è riuscito a smuovere le acque. La storia di Isserley che va in giro sulle strade deserte delle Highlands scozzesi a caccia di autostoppisti maschi intriga e non poco. Ci si domanda per quale motivo lo faccia e quando lo si scopre, la rivelazione non basta a smorzare l’interesse per l’episodio. In bilico tra la promozione e la bocciatura, per ora Faber è solo rimandato.

“Gli uomini! Sulla poltrona tutti eroi, ma quando c’è da fare il lavoro sporco ci mandano le donne”
VOTO: 6 ½

Info libro:
Scritto da Michel Faber, Tradotto da Luca Lamberti, Edito da Einaudi, 2004, 268 pagine