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Notturno Bus (G. Rigosi)

  • Scritto da Esterina

Notturno Bus è uno di quei titoli che parla da solo. Che ti cattura ancor prima di sapere il nome dell’autore, ancor prima di aver visto la copertina del libro e ancor prima di averne scoperto il prezzo.


Notturno bus, per quanto mi riguarda, rimane un gran bel titolo. Soprattutto poi se si tratta di un titolo per un romanzo noir. Perfetto a mio giudizio. Dunque: un primo punto conquistato. Poi: la storia. Siamo a Bologna. Una Bologna cupa e notturna. E una città che di notte sembra nascondere tutte quelle cazzate che poi si dissolvono alla luce del sole. Bische di poker. Traffico di puttane. Furti di serie b. E una valigetta. Quella valigetta lì è quella che va a incasinare tutto. Che crea un macello in un piano studiato a tavolino. E quel tavolino lì è proprio quello che ribaltandosi per terra finisce a gambe all’aria. Rovinando un piano che sembrava perfetto. Almeno, per le persone coinvolte che in quel piano ci credevano. E parecchio.

A ribaltare il tavolino, due improbabili personaggi. Due antieroi per eccellenza. Una giovane donna (Leila) che (s)vestita di poco e niente vagabonda per locali cercando un pollo da spennare. Il classico fustacchione che si lascia facilmente rimorchiare da una bella ragazza che odora di sesso facile. In teoria, l’idea è quella farsi una sana scopata. In pratica, l’idea sfuma al primo drink narcotizzato. Il fustacchione in questione si ritrova con la mente annebbiata e privo del proprio portafogli, mentre la ragazza furbetta si ritrova con l’adrenalina alle stelle e con un portafogli non suo tra le mani. E un giovane uomo (Francesco, detto Franz) che trascorre metà del suo tempo libero a partecipare a partite di poker illegali che si tengono nel retro di un bar cercando miracolosamente di saldare gli ormai innumerevoli debiti di partite di poker illegali, perse. Il resto del tempo, lo passa alla guida di un autobus. Annoiato e triste. L’incontro casuale fra i due è decisivo. Determinante per il fallimento del piano in atto e risolutivo per le loro vite. Il resto: è storia. Giampiero Rigosi si dimostra un ottimo narratore e un minuzioso osservatore, in grado di fornire al suo lettore particolari e dettagli di ogni situazione descritta.

Un abile scrittore che con la sua storia è riuscito a incuriosirmi a tal punto da sfogliare in fretta l’ultima pagina. Un po’ meno bravo nel guidare il film tratto dall’omonimo libro. Notturno Bus, il film. Come sempre il libro batte il film. Ma la sufficienza piena, e anche un po’ di più, il libro e il suo autore se la meritano. Tutta.

VOTO: 6 1/2

Info Libro:

Edito da Einaudi, 2000