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La Solitudine dei Numeri Primi (P. Giordano)

  • Scritto da Giulia Zanfi

paolo giordano la solitudine dei numeri primi

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Ai 911.000 risultati trovati da google per “La solitudine dei numeri primi”, aggiungete una pagina. Questa. 911.001 articoli, recensioni, commenti, critiche, lodi o insulti per un unico libro, vincitore del Premio Strega, del Premio Campiello e del Premio Merck Serono 2008. Un romanzo che ha raggiunto il vertice delle classifiche in un batti baleno e un’opera prima che è stata al centro di animate discussioni. C’è chi l’ha amato, c’è chi l’ha odiato e c’è chi ne è rimasto profondamente deluso. Io personalmente non l’ho ancora capito. Forse perché non c’ho mai capito niente nemmeno di matematica.

Torino. L’infanzia di due giovani ragazzi viene irrimediabilmente segnata da due avvenimenti a sfondo tragico che come una cicatrice indelebile attraversa la pelle (la vita) dei due protagonisti. La dolorosa traccia di un passato che si vuole, ma non si può dimenticare. Il segno di un destino beffardo che inevitabilmente ha sfregiato l’animo dei due poveri bambini che quindi si ritrovano a crescere schiacciati da implacabili sensi di colpa ed innumerevoli remore senza ragione. Un legame, il loro, che va oltre la comprensione del resto del mondo che li circonda, che li porta sempre più ad avvicinarsi, ma senza mai toccarsi del tutto (proprio come i numeri primi). Un’amicizia manifesta e un amore celato. Una relazione complicata che non sembra trovare pace nemmeno in età adulta.

Paolo Giordano raccoglie in questo volume così tanti temi da far quasi girare la testa. La solitudine, le inspiegabili relazioni che si instaurano fra gli individui, i periodi di transizioni, i cambiamenti, i traumi infantili, l’inesplicabile casualità del fato. Un mix di argomenti che fa di questa narrazione un trattato di psicologia (si potrebbe benissimo far analizzare in classe ad aspiranti strizzacervelli), un romanzo di narrativa e un manuale di sociologia contemporanea. Un libro che prende spunto dalla matematica (i numeri primi) per parlare d’altro. Un po’ come Paolo. Che da fisico è diventato scrittore. La sua è una scrittura lineare, senza troppi fronzoli e ornamenti letterari. Le emozioni si percepiscono attraverso le azioni e gli avvenimenti che percorrono la vita di Alice e Mattia. Come un chirurgo alle prese con un’operazione, Giordano si avvicina al mondo della letteratura con cautela e con estrema puntualità e perfezione. Tutto è descritto nei minimi dettagli senza lasciare niente all’immaginazione. Le accuse di non emozionare derivano forse da ciò. Da un’eccessiva (ma non per questa errata) freddezza nel raccontare. Eppure, si dica quel che si dica, i primi due capitoli ti fan venire la pelle d’oca.

Io non punterei il dito contro Giordano. Almeno, non ancora. Sarà il suo bel visino d’angelo, sta di fatto che io sono disposta a dargli una seconda chance. Solo per il fatto che il suo primo romanzo è stato tradotto in oltre trenta lingue, diventando un punto di riferimento per quei paesi dove i casi di disagio giovanile sono all’ordine del giorno. E allora significa che anche un fisico, uno che non c’entra niente con i libri e la letteratura, è riuscito in un qualche modo a raccontare una storia nella quale riconoscersi. La critica che va invece fatta all’autore è quella di aver collaborato come sceneggiatore alla trasposizione cinematografica del suo stesso libro. Non solo il film non c’entra niente con il romanzo, ma è proprio una cagata mondiale. Basta guardare il trailer per rendersi conto che ci troviamo di fronte ad uno dei film più brutti della storia del cinema. Sufficienza quindi sfiorata per Paolo Giordano.

“Ormai l’aveva imparato. Le scelte si fanno in pochi secondi e si scontano per il tempo restante”.

Voto: 6 ½


Info libro:

Scritto da Paolo Giordano

Edito da Mondadori, 2008

304 pagine