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La Doppia Vita Dei Numeri (Erri de Luca)

Erri de Luca sforna più libri che un fornaio di prima mattina. Non mi meraviglierei se a breve ci trovassimo tutti in fila dal panettiere a chiedere 150 pagine dello scrittore napoletano. Per chi pensa che la vita da pensionato è noiosa, prenda esempio da De Luca. Autore, traduttore, poeta e ora, pure, sceneggiatore. Io una vita così intensa non l’ho avuta manco a 18 anni.

Napoli. Ultimo giorno dell’anno. Fratello e sorella decidono di passare il capodanno insieme. Mentre fuori la città si riempie di rumori, in casa regna sovrano il silenzio. Come a teatro, quando cala il sipario e i riflettori si accendono sulla scena, assistiamo da una poltroncina privilegiata a ciò che accade all’interno di quelle quattro mura. Un atto di voyeurismo domestico che si incrocia con il paranormale. Sì, avete capito bene. Alla tombola fraterna si uniscono idealmente, come ad una seduta spiritica, anche i due genitori defunti. Mamma e papà in versione giovanile perché “gli scomparsi possono scegliersi l’età con cui vogliono essere ricordati e essere di nuovo presenti”.

La famiglia al completo rivive così un momento di festa ormai dimenticato da troppo. “I numeri estratti sono solo un pretesto per riandare indietro nel tempo e ritrovare le cose più buffe che gli sono capitate”. La doppia vita dei numeri permette così anche una seconda possibilità di esistenza a tutte quelle persone che purtroppo non ci sono più. Finale con il botto assicurato.

Erri De Luca non delude nemmeno questa volta. Ormai ogni suo pensiero diventa un scritto e ogni suo scritto diventa un libro. Un processo di lievitazione naturale della parola. Certo, non si può considerare il suo testo migliore, ma anche questo volumetto così smilzo non manca indubbiamente della sua sostanza. La forma dialogale ne fa un valido copione da teatro. Non ci rimane quindi che aspettare di vederlo interpretato direttamente su di un palcoscenico.

“Lui Non ho mai pensato: se voglio bene a Napoli. Come chiedermi se voglio bene alle mie unghie, ai capelli. Sono parti del corpo che non mi fanno male se le taglio. Sforbicio e ricrescono. Non so se voglio bene a delle parti del mi corpo. Nell’insieme no, non sono affezionato alla carcassa. Ci sto dentro, tutto qua”

Voto: 6

 

Info libro:

Scritto da Erri De Luca, Edito da Feltrinelli, 2012, 69 pagine

 

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