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Io Sono Febbraio (S. Jones)

  • Scritto da Giulia Zanfi

io sono febbraio A guardar fuori dalla finestra oggi sembra quasi che la storia di “Io sono febbraio” si sia tramutata in realtà. Freddo polare, neve persistente e un silenzio imperante che fa più rumore di un gruppo di principianti musicisti alle prese con delle cornamusa. Insomma: mai libro fu più azzeccato che questo!

Shane Jones ci trasporta in un luogo e in un’epoca imprecisata dove l’unica certezza rimasta è l’inverno che imperversa senza mezze misure. I giorni del calendario hanno perso significato e la luce del sole non è che un vago ricordo del passato. Il bianco non è più colore di innocenza e di purezza, ma di oppressione e di sconforto. Di fronte a tale scenario, gli abitanti di questa sconosciuta città si chiudono in un profondo stato di depressione che li rende sfiduciati e senza speranza in una qualsiasi salvezza futura. Tutti, tranne Thaddeus Lowe che, mosso da un forte senso di ribellione, inizierà una vera e proprio guerra contro lo spirito malefico del mese di Febbraio.

“Io sono febbraio” è stato definito una fiaba allegorica per adulti, un racconto metaforico che è diventato ben presto caso editoriale negli Stati Uniti, riscuotendo il consenso positivo da parte di tutti. In Italia, è uscito quasi un anno dopo, pubblicato in una deliziosa edizione speciale dalla casa editrice Isbn, che gli ha addirittura dedicato un’intera sezione nel proprio sito, con colonna sonora consigliata e booktrailer incluso. La storia si sviluppa per immagini che risultano evidenti nel corso della lettura del testo. L’impaginazione, infatti, non è di quelle tradizionali, ma gioca con i caratteri della pagina stampata che si rimpiccioliscono quando le parole vengono appena sussurrate nell’orecchio e si gonfiano quando invece quest’ultime vengono urlate a gran voce. Un espediente assolutamente convincente che è in grado di rendere concreta una realtà che proviene dalla sola immaginazione. Una sperimentazione letteraria che non fa di certo dell’autore un genio, ma comunque un coraggioso (o solo uno sprovveduto) che si è lanciato nel mercato letterario americano senza paracadute ed è atterrato, fortunatamente, su di un soffice cumulo di neve.

A rendere il tutto perfettamente armonico come nei migliori scenari invernali con caminetto, coperta e baci a lume di candela, l’autore. Finalmente il volto di colui che ha ideato e scritto il volume corrisponde perfettamente al volume stesso. Nessuna delusione quindi nel vedere la faccia barbuta e sorridente del trentaduenne americano di Albany.

Un bel libro che con semplicità, ma senza perdere di poeticità, ci racconta una storia che, seppur triste, racchiude una morale. Il senso ultimo del racconto è da ricercare in quel Thaddeus Lowe che nonostante le avversità che gli si presentano davanti non perde mai la voglia di lottare e di far valere i propri desideri. Una personalità da imitare per sopravvivere, senza troppo avvilimento, a queste lunghe giornate di neve.

“Voglio stare al sicuro. Voglio vivere dentro il guscio di una tartaruga”

Voto: 7

 

Info libro:

Scritto da Shane Jones, Edito da Isbn Edizioni, 2011, 161 pagine