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Bar Sport Duemila (S. Benni)

bar sport 2000 A distanza di vent’anni, torna il Bar Sport di Benni che ha fatto sorridere un milione di lettori. Un bar che è sempre è sempre lo stesso, ma con qualcosina in più. Un luogo divenuto ultra accessoriato nel suo arredamento, pur mantenendo intatte alcune sue particolari caratteristiche identificative. Un Bar Sport a cui si è aggiunto l’aggettivo Duemila.

Stefano Benni ci riprova. Dopo il grande successo con il primo “Bar Sport”, e l’ulteriore incasso di consensi con il seguente (seppur differente nell’impianto narrativo) “Il Bar sotto il mare”, ecco riaffacciarsi in libreria una nuova versione di quel primo Bar di provincia descritto in modo comico-ironico nelle pagine di un libro ormai diventato un classico della narrativa umoristica italiana. Un ritorno alle origini che non manca però di una sua evoluzione. I banconi si sono modernizzati, le versioni dei possibili bar esistenti si sono triplicate e alla lista di assidui frequentatori da bar si sono aggiunti nuovi assurdi (e divertenti) personaggi. Dal Bar peso al Bar fico, passando per l’incazzato del bar, il neotecnico, l’UIB (l’Uomo Invisibile al Barista) e l’UCV (l’Uomo Col Vocione), Benni cerca di completare il ritratto di un luogo simbolo che potrebbe avere ancora tanti altri sviluppi e successive versioni. Dei “prolungamenti letterari” che riscuoterebbero sicuramente ancora tante risposte positive da parte di un gran numero di lettori, con il rischio però di diventare solo la copia della copia dell’originale. Sentore appena accennato, ma in parte avvertibile anche in questo “Bar Sport Duemila”.

Con la sua solita ironia e il suo humor semplice, ma intellettuale (che non scade mai in banalità), Benni aggiunge dei tasselli al puzzle del bar. Descrive i cambiamenti e si inoltra nel racconto, come lui ben sa fare. Riprende il discorso da dove l’aveva interrotto precedentemente. Cita nuovamente la Luisona e le due vecchiette nell’angolino, mescolandole con il distributore automatico e il drogato da telefonino. Un incastro tra passato e presente che ipotizza un futuro adiacente. Ma per fortuna, Stefano Benni sa che il suo lettore è curioso. Un appassionato che, pur apprezzando la trilogia che l’autore ha dedicato al Bar, si aspetta anche qualcos’altro. Ed è lo stesso autore a rivelarcelo: “(…) mi piace pensare di avere dei lettori avventurosi, se no avrei dovuto fare solo Bar Sport 1, Bar Sport 2, Bar Sport 3 …”. Di nuovo d’accordo con Stefano Benni.

Con questo “Bar Sport Duemila” si ha l’impressione che l’autore si sia voluto divertire di nuovo a scrivere di un argomento a lui caro, accontentando così anche quegli innumerevoli lettori che non aspettavano altro di leggere un seguito a tal proposito. Un accordo implicito che lega l’autore con il suo pubblico, ma che non intende fossilizzarsi solo su questa direzione. E per questo ringrazio Benni di cuore.

Un bel libro, non c’è che dire. Divertente quanto basta per far trascorrere un lungo pomeriggio d’estate dentro un centro commerciale a far finta di lavorare. Nonostante io abbia preferito in assoluto i racconti da fiaba de “Il Bar sotto il mare”, non nego di aver più volte sorriso scorrendo le pagine anche degli altri due libri. Simpatiche caricature di un bar tutto italiano. L’ultimo racconto cela però un velo di malinconia. Un implicito messaggio d’addio al Bar da parte dello scrittore? Chissà. Noi attendiamo. Vent’anni passano in fretta.

“Oggi, stazione di Bologna, due agosto di un anno vicino al duemila, ore dieci e venti del mattino, tutti sono allegri perché partono, e faccio finta di partire anch’io”.

Voto: 6,5

Info libro:

Scritto da Stefano Benni Edito da I Narratori/Feltrinelli, 1997 165 pagine