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I segreti del finale di Lost

  • Scritto da Marco Tonelli
Sono passati ben 4 anni dalla fine di una delle serie tv più allucinanti di sempre, e ancora non ci abbiamo capito una beata mazza.

Il finale di Lost è uno degli eventi televisivi pù enigmatici degli ultimi anni. Tra flashback, flashforward, dimensioni alternative, bombe e aerei, non si può dire che lo spettatore si sia fatto un'idea ben precisa di cosa sia veramente accaduto in quella benedetta isola. Nonostante le diverse teorie che hanno impazzato nel web, ci sono degli aspetti che non possono essere spiegati se non dagli stessi autori e showrunner della serie Carlton Cuse e Damon Lindelof.

Lo scorso 17 Marzo, in occasione del PaleyFest 2014 (un evento dedicato agli appassionati delle serie tv), incalzati dal pubblico e dal presentatore,  i due sceneggiatori hanno disvelato alcuni arcani del serial. Buona lettura!

via

“Non erano morti fin dall'inizio, vero?”
"No, no... Non erano morti fin dall'inizio".

Per poi spiegare la fantomatica scena dell'aereo sul finale, capace di generare una vagonata di dubbi.
“Barry Johnson, un eccezionale dirigente ABC con cui lavoravamo,  ci ha detto che sarebbe stato sensato avere un piccolo stacco tra l'ultima scena dell'ultima puntata e il momento in cui sarebbe partita la pubblicità. E ci ha chiesto: avete qualche filmato che possiamo mettere in mezzo? Avevamo però delle immagini del relitto dell'aereo che avevamo girato prima di doverlo spostare dalla spiaggia per via della marea che l'avrebbe travolto. E ci siamo detti: mettiamo quelle. Quando l'ha gente ha visto le immagini dell'aereo, senza nessuna passeggero dentro... be', penso che il problema sia peggiorato ancora di più. “

Un'ulteriore domanda riguardava il perchè di quella specie di “Aldilà” in cui tutti i personaggi della serie si ri-incontrano.
"Lost è una serie su delle persone che stanno su un'isola in mezzo al nulla ma, metaforicamente, è anche una serie su delle persone che sono perse e che stanno cercando una redenzione, un significato e un senso alle loro vite. Più parlavamo del finale di Lost più ci rendevamo conto che doveva essere qualcosa di spirituale. Doveva parlare del viaggio di queste persone e del loro destino."

E ancora:
"Una delle teorie che gli spettatori si sono tirati dietro più a lungo era l'idea che Lost fosse una specie di purgatorio. Noi continuavamo a dire: "non è un purgatorio. Tutte queste cose stanno davvero succedendo, queste persone sono davvero sull'isola, stanno vivendo queste cose. Non sarebbe bellissimo se nell'episodio finale di Lost rispondessimo a delle domande che la serie non ha mai sollevato? Ad esempio — non so — quale è il significato della vita e cosa succede quando moriamo?".

“Sapevamo che la stagione quattro sarebbe stata fatta coi flashforward (i salti in avanti), sapevamo che la stagione cinque sarebbe stata con l'isola che si spostava nello spazio e nel tempo, ma non sapevamo cosa avremmo fatto con la stagione sei. Avevamo finito i flashback e avevamo finito con i flashforward. Volevamo che la stagione fosse ambientata nel presente. Cosa fare? Abbiamo avuto l'idea di inserire una realtà alternativa basata sul fatto che Juliet fa esplodere la bomba e crea un mondo in cui il volo Oceanic 815 non è mai caduto sull'isola e che, in realtà, è una parabola sull'aldilà."

Capito?