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New Girl

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Chiunque abbia visto “(500) giorni insieme” sa che di Zooey Deschanel non si può più fare a meno. E a dirlo è una donna. Per questo, anche una come me che non è solita avvicinarsi alle serie televisive (non per snobismo ma per mancanza congenita di costanza) si è ritrovata drogata di New Girl, con una media di quattro puntate al giorno.

Il motivo di tanto attaccamento è uno solo: lei, Jessica "Jess" Day. L'unica scapestrata “nerd-chic” che riesce a fare il dito alle solite bellocce da calendario, tutte tette e culo. E non sembra nemmeno sforzarsi. Il personaggio di Jess scommette sulle donne e le donne ringraziano.

Nessuna è troppo strana se paragonata a Jess: Jess che non è bella ma carina; Jess che non capisce le battute ma sa far ridere; Jess che non è alla moda ma ha una sua moda; Jess che non è una modella ma ha tutte amiche modelle e riesce nonostante questo a non diventare anoressica; Jess che come tutte noi si innamora sempre dell'uomo sbagliato e quando trova quello giusto non se ne innamora; Jess che canta ad alta voce quello che le succede; Jess che vive alla giornata perché ha paura del giorno dopo.

La storia è la più classica delle storie: lei torna a casa dal fidanzato e lo becca trombarsi la decerebrata di turno, così scappa come da copione. La vediamo, subito dopo, sostenere un colloquio come possibile coinquilina in un appartamento di tre ragazzi. Molte donne avrebbero preferito alloggiare dalle suore piuttosto che vivere con tre esemplari maschili, ma Jess è un maschiaccio e con gli uomini ci sguazza come un'anatra nello stagno. Così inizia la storia di Jess e dei suoi tre coinquilini: Nick Miller (Jake Johnson), Schmidt (Max Greenfield), Winston Bishop (Lamorne Morris), con l'aggiunta della quarta coinquilina part-time, non che migliore amica di Jess, Cece Meyers (Hannah Simone).

Jess è una maestra quasi trentenne affetta da una grave forma di “sindrome da crocerossina”, ed è una di quelle maestre che tutti i bambini sognano di avere. Una che non sembri la reincarnazione di Morgana ma piuttosto quella di Mary Poppins dopo una canna. Ecco, Jess sembra sempre un po' “fumata”, come costantemente ripiegata nel suo mondo a fiocchi e pois. Un'inguaribile ottimista, che sa trovare il buono delle cose. Riuscirebbe a vedere bella anche la Strega di Biancaneve: direbbe che la strega è cattiva perché è sempre stata sola e nessuno le ha mai detto quanto è bella. Il che probabilmente è vero ma rimane il fatto che la strega di Biancaneve è una stronza punto, senza se e senza ma.

Il personaggio di Nick Miller è l'anatema di tutte le donne. Prendi un “fancazzista” che ha lasciato l'università di giurisprudenza per fare il barista, mettigli una maglietta da sfigato, fallo mollare da una ragazza senza cuore e avrai l'uomo che fa rimpiangere alle donne di essere tali. Controparte maschile di Jess che, così si spera, prima o poi conquisterà.

Schmidt è la figura più stereotipata dei tre. Uomo d'affari, alla moda, ben curato e maniaco igienista, con sindromi compulsive plurime. Dice spesso cose inappropriate, per sottolineare la sua forma fisica (un tempo è stato molto in carne) da perfetto Big Jim. Per lui è stato creato il barattolo delle idiozie.

Il nero di turno non poteva mancare e qui prende il nome di Winston Bishop. Giocatore di basket fallito, dall'indole competitiva e dall'ego smisurato, Winston deve fare i conti con se stesso e i suoi scheletri nascosti. Oltre che trovarsi un lavoro normale.

Della modella non potevamo proprio fare a meno: Cece Meyers. Migliore amica di Jess, serve solo per non far sembrare Jess una sociopatica nemica delle donne, ma una crocerossina che si prende cura delle anime in pena. E poi, anche l'occhio maschile vuole la sua parte: se non ci sono minacce intergalattiche diamogli almeno culo e tette come si deve. Non che Zooey Deschanel non sia all'altezza ma il suo essere carina e un po' imbranata la fa sembrare più vicina a una possibile fidanzata che non alla “tromb'amica”.

Personaggi stereotipati, come è giusto che sia in una serie TV, ma tutto sommato abbastanza comuni. È questa “quasi normalità” che rende New Girl una serie vincente. Spesso capita di iniziare una serie televisiva e trovarla interessante. Dopo le prime sette puntate inizia inevitabilmente il degenero, con episodi inverosimili e tresche fantascientifiche. New Girl rimane costante nella sua banale sceneggiatura, senza alti né bassi. Vita sociale, vita amorosa, vita comune. Se vi sembra poco, rispolverate Dawson's Creek e New Girl vi sembrerà un capolavoro del male.

A New Girl, una nuova ragazza: la nuova ragazza in una casa di soli uomini ma anche la ragazza nuova che vuole iniziare una vita nuova. O, almeno, ci prova. Insegnaci a diventare “la nuova ragazza” Jess. Noi ti seguiamo a ruota.

 

Voto Prima stagione: 7,5

 

Titolo originale: New Girl

Stati Uniti d'America, 2011, commedia, stagione 1, episodi 24

 

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