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Girls, non la solita serie tv

Lo dico subito, non mi andava affatto di vedere questa serie. A partire dal titolo, pensavo fosse l’ennesima serietta fatta di pettegolezzi e ragazzette facili che si divertono a fare scandalo in giro. Non che abbia qualcosa contro le ragazzette facili, ma anche basta, no? Poi, su insistenza della mia ragazza, mi sono un po’ andato ad informare e ho scoperto che è prodotta dalla HBO e un primo campanello è suonato nel mio lobo frontale, poi guardo meglio e scopro che l’autrice, Lena Dunham, non solo è interprete principale, sceneggiatrice e regista della serie, ma che ha solo 24 anni e ha già alle spalle un paio di film indipendenti vincitori di diversi premi. Ok, campanelle in testa a profusione e curiosità montante. E anche un po’ di amarezza constatando che in Italia a 24 anni al massimo fai l’assistente dell’aiuto dell’aiuto regia di “Un posto al sole”. Comunque, guardo la prima puntata e sbam!, amore incondizionato.

La storia è semplice, quattro ragazze e relativi amici alle prese con piccoli e grandi problemi della vita quotidiana all’ombra della grande mela. Direte voi, ancora? Beh, messa giù così sembrerebbe proprio l’ennesima serietta ed invece no, fidatevi. Perché "Girls" ha dalla sua una scrittura felice e sincera, fatta di tempi lunghi e non di gag, con un’ironia incalzante e grottesca che sa trascinare il quotidiano nel surreale e prende spesso pieghe inaspettate e poco battute. Chiaro, siamo in pieno territorio hipster/sundance, ma la spocchia ed il pressappochismo sono mitigati dalla professionalità di una produzione HBO e dalla cazzonaggine del produttore esecutivo tale Judd Apatow che chetelodicoafare.

Il motore della serie è Lena Dunaham che interpreta Hannah, aspirante scrittrice poco affascinante, grassoccia e umorale che si vede tagliare i fondi dai propri genitori stanchi di mantenerla e decisi a darle una lezione di vita che la distacchi dagli aperitivi e le serate mondane e la riporti al concreto. Hannah la prende male, ma si tira su le maniche e ci prova. Trovare lavoro ai tempi della crisi non è facile, tanto meno se sei una ragazza stralunata, viziata e con una certa predisposizione per l’arroganza. Ad aiutarla c’è la sua amica e coinquilina Marnie, che lavora in una galleria d’arte ed ha più buon senso della volitiva Hannah. A completare il quadro delle quattro amiche newyorchesi ci pensano Jessa, ragazza del tipo “faccio cose e vedo ggente” e sua cugina Shoshanna, (no, Tarantino non c’entra nulla) candida e innocente come solo una provincialotta sbattuta a New York può essere. Poi c’è la parte maschile, e anche qui abbiamo un bel bestiario di stereotipi: Adam, ragazzo (?) di Hannah è un attore/autore/falegname/pervertito sempre a dorso nudo e intento per il 90 per cento delle scene in cui appare a fare sesso o giochi erotici con Hannah, nel restante 10 per cento dà di matto e maledice persone per lo più a caso. Charlie, il premuroso fidanzato di Marnie, invece ha una band con Ray e nel corso della storia vedremo le loro evoluzioni sentimentalmusicali.

Per evitare inutili spoiler mi fermo qua, ma altri personaggi si affacceranno nel corso degli episodi, sui quali spicca una comparsata dell’indimenticato Michael “Moltisanti” Imperioli nelle vesti di un professore di letteratura.

Se ancora non vi ho convinto, cosa molto probabile, vi do altri tre motivi per guardare la serie:

- scopano molto, in diverse posizioni, scene etero, scene lesbo, scene gay, rapporti a tre, insomma un po’ di tutto e mai volgare.

- È scritta come dio comanda, dialoghi credibili, situazioni al limite ma realistiche, interpretazioni aderenti ai personaggi, freschezza fotografica e di montaggio

- Affronta la crisi globale, la crescita personale ed il rapporto tra i sessi come poche volte è stato fatto prima, senza pregiudizi e senza vergogna vien quasi da pensare ad un videodiario a volte, più che un prodotto per la tv via cavo americana

- Lo so, avevo detto tre motivi, ma in realtà ce ne è un quarto: Lena Dunham. Splendida nella sua goffaggine e amorevole nella sua odiosa vulnerabilità. Non si risparmia, non ha paura di passare per ridicola o stronza o viziata. È quello che è e lo mostra al mondo con orgoglio, rivendicando il suo “romanzo generazionale universale” e andandoci davvero vicino.

La seconda serie inizia il 13 febbraio su MTV.

Voto prima stagione: 7

 

Titolo originale: Girls
Stati Uniti d’America, 2012, drammedy, 1°stagione completa, 2° in corso, 10 episodi.