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Falling Skies

falling skiesCi sono uomini che hanno fissazioni e difficilmente gliele togli. Ci sono uomini che possono anche permettersi di fare come vogliono. Nel mondo del cinema ci sono pochi uomini che uniscono questi due elementi e uno di loro è il regista più potente e ricco di Hollywood: Steven Spielberg. Ed era anche ora che il regista di E.T. e Indiana Jones invadesse il piccolo schermo, dopo aver furoreggiato per decenni sul grande. E per farlo ha preso un’idea banale e abusata, la Terra invasa dagli alieni brutti e cattivi, e l’ha trasformata in Falling Skies.

Questa serie ha tutta l’aria di essere una replica de La guerra dei mondi di Spielberg stesso.

La storia, infatti, segue le vicende di un gruppo di personaggi, con al centro la solita famiglia americana coi problemi (padre, niente madre, tre figli di cui uno disperso), che fanno parte della resistenza contro gli extraterrestri.

Tom Mason è un ex professore di storia americana, nonché vice-comandante della Seconda Mass, che niente ha a che vedere con le unità della Marina Italiana durante la Seconda Guerra Mondiale, ma che è semplicemente l’abbreviazione di Massachussets. Con lui ci sono il figlio maggiore, Hal che è arruola insieme al padre nell'esercito della Resistenza, e quello minore Matt. A capo del reggimento c’è il capitano Weaver, lo stereotipo del militare americano, rigido, severo, stronzo, ma alla fine coi suoi bei momenti di umanità.

Gli alieni invece sono al solito brutti, cattivi e sterminatori, anzi…più che sterminare catturano i bambini e gli attaccano addosso un parassita (e qui ad Alien saranno fischiate le orecchie) che li rende schiavi.

La sensazione che si ha guardando questa nuova serie è che ci si trovi di fronte ad un puro prodotto di intrattenimento e che non ci sia il benché minimo tentativo di approfondire trama e personaggi. I colpi di scena nell’arco di 10 puntate si contano sulle dita di una mano, e c’avanza pure qualcosa. I picchi di tensione ci sono (o ci dovrebbero essere), ma sono ancora in dubbio se siano girati male e semplicemente cose già viste, probabilmente entrambe le cose.

Le performance degli interpreti non contribuiscono a sollevare di molto il livello della serie, gli unici che tentano qualcosa sono Noah Wyle (l’ex dottor Carter di E.R.), che interpreta Tom, e Moon Bloodgood che interpreta la dottoressa Anna Glass, i quali, a parte la probabile storia d’amore, condividono l’intento di dare spessore a dei personaggi altrimenti piatti e monocorde.

Il costante fastidio nella celebrazione della Resistenza, con i continui riferimenti alla guerra d’indipendenza americana contro la tirannide inglese nel 18° secolo, è poi uno dei motivi che basterebbe per abbandonare la serie.

Nell’ultima puntata, con il consueto cliffhanger in attesa della prossima stagione (confermata per la prossima estate), troviamo altre citazioni da grandi classici del cinema di fantascienza, da Guerre Stellari ad Incontri ravvicinati del terzo tipo di Spielberg. Ancora lui!!

In definitiva una serie che si lascia guardare, ma viaggia sulle soglie della sufficienza solo perché inserita in un palinsesto estivo dei più scialbi e privi di qualsiasi novità degli ultimi anni.

Episodio consigliato: 1x01 Live and Learn (Vivi e impara)

Voto: 6

Info:

Ideatore Robert Rodat 2011 - Usa/Canada Genere: fantascienza Stagioni 1 Episodi 10 Durata 45 min (episodio)