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Dead Set (Charlie Brooker)

Dead Set Locandina

Dead Set Locandina - Dead Set Locandina
Per chi odia il Grande Fratello... ...e a chi non è piaciuto "The Walking Dead" (ovviamente SPOILER ovunque, fate attenzione). Una casa sorvegliata 24 ore su 24 dalle telecamere, i suoi abitanti, un produttore stronzo e logorroico sino alla morte, un fidanzato cornuto ma devoto, una fidanzata pentita, un quarantenne sfottuto "Gollum", una tettona, un macho senza cervello.

E poi l’inizio di un’invasione di zombi.Questo è “Dead Set”, miniserie televisiva di 5 puntate (la prima della durata di 50 minuti, le restanti quattro di 25 minuti), andata per la prima volta in onda su Channel 4, Inghilterra, nel 2008, e che, quasi in contemporanea con quella ciofeca di “The Walking Dead”, è stata doppiata e trasmessa in Italia su Mtv in autunno. Dalla penna dello scrittore horror Charlie Brooker, diretto in maniera irriverente da Yann Demange, “Dead Set” ringalluzzisce le papille gustative degli amanti di zombi, rimaste acide dalla visione del serial più deludente degli ultimi anni (appunto “The Walking Dead”). “Dead Set” è angoscia allo stato puro, violenza, splatter, ironia english style, sono tentacolari budella piene di merda. Durante l’ultima puntata del Grande Fratello inglese (presentata da Davina McCall, come nella realtà, d’altronde), nell’Inghilterra si diffonde a velocità vorticosa il morbo dei non-morti, che rende tutti bestie cannibali.

 

Sin dalla prima puntata, Brooker mette in chiaro che a lui non gliene frega niente di mostrare un mondo apocalittico dominato dagli zombie, non gliene frega niente di dare una speranza di salvezza al genere umano. Brooker ci mostra l’invasione degli zombi quando comincia, mentre avviene, e cosa succederebbe nella casa del grande fratello e ai suoi inquilini, isolati “per contratto” dal mondo esterno, e ignari di tutto. Il linguaggio è diretto, pieno di parolacce, ma incredibilmente realistico è veritiero. I personaggi (tipicamente da Grande Fratello, come la classica tettona da "facili costumi" e il macho deficiente) sono ben caratterizzati, in particolare la protagonista, Kelly, (interpretata da Jaime Winstone), che dà sempre l’impressione della dolce ragazza che invaghisce i cuori più teneri, ma non ci pensa due volte a cornificare il suo ragazzo, a ficcare in testa una forbice ad uno zombi e a spaccare il cranio ad un altro zombie con una bombola antincendio. Ma è la puntata finale che lascia di stucco. Brooker, come già detto, non risparmia niente a nessuno dei “concorrenti”. Man mano muoiono tutti, partendo dalla penultima puntata, e non ne resterà neanche uno. Di uno splatter al limite del pornografico è la morte del “cattivo” della serie, il produttore Patrick (una morte che tutti gli spettatori volevano così, probabilmente: Brooker “conosce i suoi polli”, e li ha soddisfatti in pieno).

Se in tutti i film di zombi finire come loro, cioè diventare undead, non-morti, è vista come la fine peggiore, a cui si preferisce sempre un risolutore sparo in testa, Brooker è di avviso opposto: uccide il cattivo in maniera splatter, ma renderà i protagonisti a fine serie tutti degli zombi, quasi una nuova, triste speranza di continuare per loro. L’ultima puntata, a metà strada fra il drammatico, lo splatter e il malinconico, finisce così. Un finale spiazzante ma ampiamente prevedibile, visto i binari quasi iperrealisti su cui la miniserie ha viaggiato per cinque (brevi) puntate.

“Dead Set” non è un capolavoro, chiariamolo subito. Nonostante non disdegni più di una citazione a Romero e alla sua trilogia sui morti viventi, agli amanti degli zombi questo serial potrebbe anche far venire l’orticaria, dato che qui gli zombi non sono lenti, ma corrono come dei centometristi (per fortuna ci hanno risparmiato gli zombi “intelligenti” come in “Land of the Dead”, il film di Romero del 2005). Oltretutto non si capisce mai bene perché quelli che, teoricamente, dovrebbero esser divorati (come è stato divorato l’odiato Patrick), diventano zombi integri e senza nessuna parte del corpo mancante (anche se vengono assaliti, come nel finale, da un’orda affamata di zombi). Ci si chiede anche perché gli zombi, all’inizio dell'invasione, fanno il “mordi e fuggi” e non si godono il meritato pasto (praticamente si limitano a infettare la vittima, sembrano più interessati a “riprodursi” che a cibarsi), e come facciano a distinguersi fra di loro, a non divorarsi a vicenda. Insomma, almeno in questo caso, la sceneggiatura di “The Walking Dead” aveva messo un po’ di ordine, qui Brooker si affida molto di più al caso, lasciando perdere questi sottili giochi. “Dead Set” diverte parecchio, non ci sono quasi mai momenti vuoti, ha una sceneggiatura frizzante con dialoghi riuscitissimi, ha anche un’ottima fotografia e attori decenti, e un bel make-up degli zombi (cosa molto importante). Lo si può vedere anche tutto d'un colpo, in quanto questa miniserie è in fin dei conti un film di due ore e mezza suddiviso in cinque parti. Buttate nel cesso “The Walking Dead”, tirate lo scarico, ed entrate nella casa del Grande Fratello di “Dead Set”. Possibilmente a stomaco vuoto.

Voto: 7,5

 

Info serie tv:

ideata da Charlie Brooker

diretta da Yann Demange

con: Jaime Winstone, Andy Nyman, Kevin Eldon, Davina McCall, Riz Ahmed, Beth Cordingly, Kathleen McDermott

Stagioni: 1

Puntate: 5

Durata: 65 minuti (episodio 1), 35 minuti (episodi 2-5)

Prima visione inglese: 27 ottobre 2008

Prima visione italiana: ottobre 2010

horror, drammatico