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Tutti giù per terra: scene cult

tutti giu per terraCorreva l'anno 1997, quando un giovanissimo Valerio Mastandrea vestiva i panni di un apatico, quanto credibile e adorabile, fancazzista universitario in “Tutti giù per terra”, capolavoro generazionale e nichilista di Davide Ferrario, che valse a Mastandrea Grolla d'Oro come miglior attore protagonista, e il Pardo al Festival di Locarno.

Non studio non lavoro non guardo la TV | non vado al cinema non faccio sport”, non è solo il testo della straordinaria canzone “Io sto bene” dei CCCP, parte della colonna sonora del film, ma una vera e propria dichiarazione di intenti per il giovane Walter, che a un certo punto proclama: “vorremmo essere tutti degli eroi, ma in realtà siamo solo degli schiavi”.

Una pellicola che racconta, con una buona dose di stile e ironia, il malessere generazionale in una Torino degli anni '90, e che mette sul piatto un ventaglio di personaggi dai toni sgargianti e surreali, tra cui spiccano Mara Redeghieri degli Üstmamò e il Consorzio Suonatori Indipendenti al completo, nelle vesti di un'improbabile commissione d'esame.

Che dire: chi non l'ha visto, corra subito ai ripari e chi ha già avuto questa fortuna, si faccia due risate in memoria del povero Walter.

Se non sapete come passare il primo esame universitario, ve lo insegna Mastandrea.

Buona visione e buon nichilismo!

 

Sequenza iniziale

 

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Le fotocopie

Scena finale