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Threelakes and the Flatland Eagles: War Tales

  • Scritto da Marco Tonelli
war tales recensione Smettiamola, per favore. Facciamola finita con questo senso di inferiorità nei confronti degli stranieri. Non ne possiamo più di vedere tacciata la musica del nostro paese come la semplice imitazione di qualcosa che nasce al di fuori dai nostri confini. Chiaro, le influenze di Threelakes sono ben piazzate in un orizzonte sonoro che guarda al cantautorato indie folk americano, e non certo alla tradizione del bel paese. Ma la forza del cantautore mantovano (in compagnia dei Flatland Eagles) risiede in una potenza espressiva ed emotiva che rielabora in maniera intima e personale le sonorità di Townes Van Zandt, Neil Young e certo Bob Dylan, per poi trasportare il tutto nel presente di gente come i Wilco, senza dimenticare una spruzzata di oscurità che non può non riportare alla mente le litanie di Mr.Wovenhand Eugene E.Edwards.

Certo, se da una parte le coordinate sono importanti, dall'altra è inevitabile che la dimensione che può rendere grande e indimenticabile “War Tales” è quella delle canzoni. E nell'esordio sulla lunga distanza di Luca Righi, sono loro che si guadagnano con prepotenza la luce dei riflettori. Guerra, nostalgia, amore, morte e solitudine, non manca proprio nulla.
Un concept album che piuttosto che raccontare una storia si focalizza sui sentimenti e le emozioni. Per farlo si avvale di un tappeto sonoro a base di chitarre acustiche (e non), contrabbassi, trombe, fisarmoniche, il tutto sorretto da una voce sofferente e disperata al punto giusto.

Dieci brani che vivono nel dolore e nei patimenti di un soldato, che scorrono attraverso la solitudine e gli acciacchi dell'anima di quel viandante dell'inferno che prende il nome di Hank Williams, fino ad arrivare alla sconfitta di un padre che piange davanti gli occhi di un figlio. Senza dimenticare la dimensione personale di una ricerca dell'altro che non può che tradursi in un vuoto costante e inevitabile.

Le storie di “guerra” che ci vengono sussurrate a volte corrono sorrette da melodie imponenti (“The Walk”, “D-Day”), altre irrompono come un mare di lacrime, spinte dalla tradizione folk di brani come “The lonesome death of Mr.Hank Williams”, “To do” e “March”. Infine, il colpo di grazia è donato dalla fisamornica e poco altro di quel piccolo capolavoro chiamato “The day my father cried”. Una mazzata al cuore di chi non crede nel potere catartico e terapeutico della musica. Provare per credere!

Cos'altro aggiungere? Cosa mi rimane da dire su un disco che merita di rimanere negli ascolti di tanti per molto tempo?

Lasciamo narrare la musica, è decisamente meglio.

Voto: 8

Info:
Upupa Produzioni, 2013
Indie Folk

Contatti: http://www.threelakesmusic.com/

Tracklist:
1. Wild Water
2. The Walk
3. The lonesome death of Mr. Hank Williams
4. By My Side
5. D-Day
6. March
7. Horses Slowly ride
8. Roses