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Pescati dalla rete: Elliott Smith live al Jon Brion Show

Sentire (e vedere) la voce di Elliott Smith fa bene al cuore e all'anima. Girato da un insospettabile Paul Thomas Anderson nel 1999, il concerto inedito (e mai andato in onda) del defunto cantautore di Omaha al Jon Brion Show è un esempio di come questo ragazzo timido e insicuro possa creare dal nulla un piccolo capolavoro di melodie, grazia soprannaturale e soprattutto una vagonata di empatia e umanità da vendere.

Le immagini ci regalano un musicista sopraffino, all'apice della sua maturità artistica, ed allo stesso tempo schiacciato dalle telecamere, quasi incapace di proferire una parola. Una setlist da incorniciare, da “Son of Sam” ad una malinconica “Waterloo Sunset” dei Kinks, passando per la devastante “Everything Means Nothing to Me”, la felicità agrodolce di “Happiness” e davvero molto altro.

Il tutto in compagnia dello stesso Jon Brion ai cori e alle chitarre.

Più che un documento visivo, la terribile conferma di un vuoto artistico e umano, tra i più lancinanti e terribili da sopportare.