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Ovo: "Cor Cordium"

  • Scritto da Joshuapibody

ovo cor cordium Se non sai come esprimerti chiedi aiuto ad altri. Questo mi girava per la testa, quando dopo aver ripetutamente fissato lo schermo luminoso del mio Pc in cerca di idee mi accingevo a scrivere uno straccio di recensione minimamente razionale, ma il giudizio è difficile quando hai ancora nelle orecchie e negli occhi l’incubo ad occhi aperti del loro live al Gratis di Senigallia. Così mi sono rivolto alla pagina a loro dedicata nel sito web della loro nuova etichetta, la SuperNatural Cat, rinomata dispensatrice di prelibate novità, tra i quali Ufomammut, Morkobot, Lento per gli amanti dell’avanguardia heavy psych italiana e non.

La breve descrizione non fa che confermare il mio dubbio iniziale: come descrivere un gruppo che non è Punk, non è Noise, non è Doom, non è Rock, non è Avant, ma è un innovativo e personalissimo mix di tutto questo? La musica degli OvO di Bruno Dorella alla Batteria (Bachi da Pietra, Ronin, Wolfango ) e Stefania Pedretti, voce, chitarra e basso ( Allun,?alos) è qualcosa di non definibile e catalogabile; un amalgama di generi non di primo pelo, risultato di ben sei dischi e numerose collaborazioni con Nadja, KK null e Zeni Geva tra gli altri. Se si vuol dare una descrizione e un giudizio, il primo aspetto che salta all’orecchio è il suono, mai così nitido e definito, soprattutto i pattern di batteria, che si stagliano a volte sui drone della chitarra, a volte sugli urli straziati e terrificanti di Stefania Pedretti.

L’apertura con “Lungo Computo” ne è la prova più eclatante, i tocchi di batteria si riversano in un magma di rivoli di chitarra Black Metal alla maniera dei primissimi Darkthrone ( quelli con piglio punk per intenderci ) suonata con sensibilità no wave. La voce è un ulteriore elemento portante, una novella Diamanda Galas, acida e aspra a volte, dolce e inquietante in altre, come nella terrificante cantilena di “Marie” inizialmente sorretta dalla batteria per ripetersi poi in tutto il pezzo accompagnata dalla valanga di chitarra e basso, o nella schizoide “La bestia“ in cui la voce distorta e filtrata viene usata a mo' di strumento in un minuto e otto secondi di rumorismi e batterie in fuga. Da non sottovalutare lo sperimentalismo in chiave drone e harsh noise definito e atmosferico, aiutato in questo dal buon lavoro in fase di registrazione, a volte risolto in soluzioni compositive un po’ troppo immobili e ripetitive, soprattutto nelle lunghe “Penumbra Y Caos” e "Smelling Death Around“. In altre invece regge bene la prova della lunghezza come in “The Owls Are Not What They Look Like", quasi otto minuti di fischi, ronzii, ossessivi ritmi tribali e scioglilingua demoniaci sorretti nella parte conclusiva da cupi bassi dark wave. La chiusura e affidata alla dirompente “In Ogni Caso Nessun Rimorso“, una sorta di grottesco sincopo tra noise e doom in cui tutti gli elementi (voce, chitarra, basso e batteria) contribuiscono alla messa in musica dell’osceno battito del “Cuore dei Cuori”, traduzione della parola latina “Cor Cordium“ da cui l’album prende il nome.

Un disco non facile da digerire ad un primo ascolto, ma se lasciato maturare nel tempo, capace di regalare terrificanti e orrorifiche soddisfazioni. Per palati forti.

Voto 7,5

 

Info:

Supernatural Cat, 2011

Experimental Black / Doom / Noise

 

Contatti: http://www.myspace.com/ovobarlamuerte

 

Tracklist:

01. Lungo Computo

02. Nosferatu

03. Marie

04. Penumbra y Caos

05. Orcus

06. Smelling Death Around

07. Catacombecatombe

08. La Bestia

09. The Owls Are Not What They Look Like

10. In Ogni Caso Nessun Rimorso