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MARIA ANTONIETTA: Maria Antonietta

  • Scritto da Orazio Martino

maria antonietta pesaroL'errore l'hanno fatto coloro che hanno giudicato troppo presto, compreso il sottoscritto, in stato semi-confusionale all'uscita del primo singolo, un motivetto pop semplice quanto trascinante, appunto per questo "primo singolo estratto". Letizia Cesarini è un'altra storia, e le sue potenzialità vanno ben oltre un semplice ritornello o un videoclip buttato lì per sondare il territorio. Letizia Cesarini è un talento che va osservato e scrutato, un fiume in piena di invettive sarcastiche e parole innocenti. Letizia Cesarini è Maria Antonietta, uno dei nomi di punta del nuovo cantautorato italiano, quello tutto particolare che fa rima con "ardore" e "rock al femminile".

"Maria Antonietta" è il secondo album della giovane artista pesarese, il primo concepito completamente in italiano, prodotto da Picicca Dischi per la supervisione artistica di Dario Brunori e Matteo Zanobini. Raffiche di ascolti giornalieri - non per lavoro ma per passione - e un giudizio tutt'altro che negativo, per un futuro che si prospetta roseo e un album che lascerà sicuramente il segno.

L'arma in più è un' assoluta padronanza della lingua italiana, il fatto di saperla modulare a seconda degli status interni facendola salire e scendere come un'imprevedibile giostra, rasentando attimi da pelle d'oca che dal vivo si trasformano in un vero e proprio vortice di emozioni. Rimarrà deluso chi si aspettava un album studiato a tavolino, statico a dall'andatura poppeggiante (nell'accezione commerciale del termine). In "Santa Caterina" si attinge a piene mani dai Nirvana di "In Utero", mentre il nichilismo di "Stanca" pare una via di mezzo tra l'irruenza delle Bikini Kill e un giro di basso dei NoMeansNo. "Motel" è un validissimo passaggio classic rock, mentre "Maria Maddalena" (con il suo approccio scarno e un'interpretazione travolgente) è più punk di cento chitarre elettriche messe insieme. Ed è proprio in tali frangenti, quando l'approccio si fa intimo e la personalità vocale sale in cattedra, che il disco regala i suoi momenti migliori. I due capolavori si chiamano "Saliva" (un indie-folk visionario con spunti melodici irrestibili) ed "Estate 93", timido risveglio musicale guidato da una carezza di mellotron e baciato da tematiche surreali, spaziali prima ("la mia pretesa di avere l'esclusiva in un universo che è un sistema aperto, è in definitiva votata al fallimento"), autoironiche dopo ("che poi tutte le mie canzoni parlano di un solo cazzo di argomento: della mia incapacità di accettare la realtà").

Il tema generazionale è setacciato da liriche che paiono lampi di sincerità in un oceano di confusione adolescenziale, cuoricino che pulsa emozioni in un mondo ostile e indifferente. Il saluto è una preghiera lo-fi, una lettura straniante e moderna, un inno alla giovinezza la cui essenza risiede nel titolo stesso: "Alla felicità e ai Locali Punk".

Album sorprendente ed eclettico, impetuoso e multiforme. A conti fatti un'artista da tenere d'occhio, ma questo lo avevamo già capito nell'estate del 2010.

Voto: 7

 

Info:

Picicca Dischi, 2012

Songwriter, rock

 

Contatti: http://www.facebook.com/#!/mariaantoniettamusica

 

Tracklist:

1. Questa è la mia festa

2. Con gli occhiali da sole

3. Estate '93

4. Quanto eri bello

5. Saliva

6. Maria Maddalena

7. Santa Caterina

8. Stasera ho da fare

9. Stanca

10. Motel

11. Tu sei la verità non io

12. Alla felicità e ai locali punk

 

(14/12/2011)