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LIARS: WIXIW

liars Bene. Mettetevi comodi, prendete un po’ di tempo per voi stessi, staccate la spina dal mondo, rilassatevi, perché "WIXIW" dei Liars più che un ascolto è un percorso, un’esperienza che da li a poco sfiora il trascendentale. Avete presente il luogo comune che afferma che le ballad migliori sono quelle fatte dai gruppi metal massicci? Bene, stesso discorso, mettete una band indie rock a fare l’elettronica e, se hanno talento, otterranno qualcosa di vagamente simile a quel capolavoro partorito nel 2000 che porta il nome di "Kid A".

I Liars hanno fatto questo, i Liars sono questo, una indie rock band che intraprende una carriera di commutazione sui generis pur mantenendo una loro “empatia estetica”, che detto in parole semplici suonerebbe come: “non si sa cosa fanno, ma quando lo fanno si sente che è roba loro”.

"WIXIW", palindromo titolo dell’album che foneticamente diventa “WISH YOU”, è il loro sesto album: undici tracce disorientanti e opprimenti, creepy synth e voci fragili aleggiano spontanee come in un dipinto cupo, perplesso, ben identificabile in un basso che sa tanto di dub e in una sequenza ritmica che più che scandire il tempo sembra essere un ulteriore ricamo ad una trama già di per sé fitta.

"The Exact Colour Of Doubt" è la prima traccia, il suo titolo fa da preludio sia all’ascolto che alla seconda traccia. "Octagon", devastante per quanto sia bella ed elegante, lascia chi l’ascolta in una situazione ambigua, come se chi l’ascoltasse fosse rapito da queste sonorità e a sua volta ne se ne innamorasse. Per tutto il disco sentiremo quella vocina dentro la nostra testa che ricorda costantemente i Radiohead di "Kid A" e "OK Computer", e non dico di non farci caso, ma teniamo ben a mente che lo stesso Angus Andrew ha svariate volte ammesso di ispirarsi a Thom Yorke, con l’innegabile conseguenza che le sonorità finiscono in quella conturbante schizofrenia musicale che Johnny Greenwood ci ha abituato ad ascoltare.

A proposito di schizofrenia, "WIXIW", brano omonimo dell’album, è uno di quei brani “psycho” imprevedibili, assillanti, martellanti, quasi lobotomico, dall’inizio alla fine, entra nella testa e fa ciò che vuole e come vuole, ma del resto questo è un po’ il credo di tutto il disco. "Who Is The Hunter", a mio avviso la canzone più espressiva e rappresentativa, è una rara forma di bellezza artistica, perfettamente minimalista, calibrata per essere ricordata e “fischiettata”.

Un disco che definirei “iperuranico”, ricco di spessore cerebrale, musica che si va definendo in una opaca forma di intelligenza autonoma, musica che lascia l’ascoltatore avvilito e muto, alienato come davanti ad una forma di astrattezza che non riesce a definire… ed ecco allora quel "WIXIW" cosa significa, cosa rappresenta.. non per i Liars, ma per noi...

Voto: 7

 

Info:

Mute, 2012

Elettronica

 

Ascoltalo in streaming cliccando QUI.

 

Tracklist:

1. The Exact Colour Of Doubt

2. Octagon

3. No. 1 Against The Rush

4. A Ring On Every Finger

5. Ill Valley Prodigies

6. WIXIW

7. His And Mine Sensations

8. Flood To Flood

9. Who Is The Hunter

10. Brats

11. Annual Moon Words