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Lantern: Diavoleria

  • Scritto da Marco

C'è poco da fare, se le emozioni forti sono quello che cercate, la scena Screamo/Emocore nostrana rimane ancora una volta il megafono ideale in cui rigettare tutto il nostro sconforto e la disperazione di un periodo storico in cui c'è molto da piangere e poco da sorridere. Inutile parlare di sfoghi (post) adolescenziali, o di patemi d'animo per adulti poco cresciuti, in un mondo che ci vede quotidianamente di fronte a fallimenti e disillusioni d'ogni tipo non possiamo far altro che urlare tutta la nostra angoscia. E' un bisogno quasi naturale, una necessità assolutamente da non sottovalutare.

Tutto questo lo trovate nell'esordio sulla lunga distanza dei riminesi Lantern, una realtà musicale tra le più interessanti degli ultimi tempi. Certo negli otto brani di “Diavoleria”, ci sentite tutto quello che vi aspettereste di ascoltarci, a partire dal pathos fiammeggiante degli ultimi Raein, la carica esplosiva e allo stesso tempo malinconica dei La Quiete passando per buona parte del catalogo Ebullition o Topshelf Record, insomma tutto quello che ogni appassionato del genere dovrebbe conoscere. Ma il vero detonatore del disco, risiede in un'onestà e una potenza lirica destinata a far tremare le montagne e scuotere gli animi più inscalfibili. Seppur ancora leggermente acerbo ci troviamo di fronte ad un concentrato di parole e musica, capace nei suoi momenti migliori, di regalare pugni, schiaffi e sferzate emotive da lacrime agli occhi. Se poi ci aggiungi una perizia strumentale sempre più variegata e letale, perfetta nel far sciogliere le liriche in un magma di fraseggi acustici, schitarrate atmosferiche, assoli (!) e inattesi blast beat, ecco che il quadro completo comincia ad assumere una forma cangiante e assolutamente da non trascurare.

Brani come “Blek Macigno”, “Mucchio d'ossa Copperpot”, “Siberia” e la conclusiva “Profeta” mostrano all'ascoltatore il cuore di una band che non ha paura di inerpicarsi su salite di profondità e visionarietà non sempre a portata di mano, ma allo stesso tempo sorprendemente vivide e lancinanti. Non un capolavoro, ma un piccolo gioiellino di potenza narrativa, irruenza e soprattutto intelligenza da vendere.

“C’erano crepe nell’asfalto, squarciato dagli alberi piantati dentro la strada: profezie di terremoti futuri, che non sapevamo ancora interpretare”. Cos'altro aggiungere?

Voto: 7

Info:
v4v Records/Fallo dischi/Flying Kids Records, 2013
Screamo, Post Hardcore

SCARICALO GRATIS QUI



Tracklist:

1. Inferno a rotta di collo
2. Il segreto delle ragazze
3. Blek Macigno
4. Mucchio d'ossa Copperpot
5. Antonio
6. Siberia
7. L'invincibile S50
8. Profeta