Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

FINE BEFORE YOU CAME: Ormai

  • Scritto da Marco Tonelli

fine before you came ormai

fine before you came ormai - fine before you came ormai
Parlare dei Fine Before You Came è come parlare di noi stessi, dei nostri errori e delle nostre piccole vittorie. “Ormai” ha l'odore pungente della sconfitta e delle canzoni tristi quando fuori piove. “Ormai” è una verità oggettiva: di dischi brutti i Fine Before You Came non ne hanno mai fatti e mai ne faranno.

A due anni da “Sfortuna” , la band milanese torna con un disco più pacificato rispetto al precedente, in cui il nero della disperazione muta nel grigio della rassegnazione. Sette canzoni dall'impatto devastante sulle piccole angosce di tutti i giorni. Un lavoro meno violento rispetto al passato, con composizioni leggermente più stringate e concise. Per il resto sono sempre i Fine Before You Came, con Jacopo a urlare e tutti gli altri a ricamarci sopra complesse divagazioni strumentali.

E poi ci sono i testi, di quelli che vorresti aver scritto nel tuo diario a sedici anni, ma che invece ti ritrovi a cantare dieci anni più tardi, con la disillusione del tuo presente. Piccoli ritratti di disperazione quotidiana, suonati con la foga di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnarci. Pezzi che trascendono la bravura tecnica per annegare l'ascoltatore nella spontaneità delle emozioni.

L'attacco di “Dublino” è di quelli che ti lasciano secco e con le lacrime agli occhi. La formula è sempre quella, chitarre roboanti e cori lancinanti da crepare il cuore, il tutto con un senso di compiutezza da mozzarti il fiato. Un disco che scivola veloce e inesorabile, la bellezza di “Sasso”, i cori finali di “Magone”, la cavalcata ripiegata su se stessa di “Per non essere pipistrelli”. Il gusto per la melodia si mostra in tutto il suo splendore con il gancio di “Paese“ e il ritornello di “Capire Settembre”, fino alla malinconica conclusione buttata tra i powerchords de “La domenica c'è il mercato“.

Così bravi da farlo sembrare semplice. I Fine Before You Came sono tornati, ce n'era proprio bisogno.

Voto: 7,5

 

Info:

Triste/La Tempesta, 2012

Emo-core

 

 

Tracklist:

1- Dublino

2-Sasso

3-Magone

4-Per non essere pipistrelli

5- Paese

6 -Capire Settembre

7-La domenica c'e il mercato