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EDDA: Odio i vivi

  • Scritto da Enrico Tallarini

edda odio i vivi Sono passati tre anni dal ritorno sulle scene di Stefano Rampoldi, in arte Edda, voce storica dei Ritmo Tribale e giunto oggi, con questo “Odio i Vivi”, alla seconda prova da solista. Un ritorno molto atteso, dopo l’esordio al fulmicotone di “Semper Biot”, discone tra i più atipici e intensi del decennio passato.

Scritto a quattro mani con Walter Somà, con la produzione artistica di Taketo Gohara, “Odio i Vivi” raccoglie dieci canzoni intime e schizofreniche, elettriche e orchestrali, che hanno nella voce lamentosa di Edda la scintilla che le illumina. Edda per l’occasione si ri-arma di chitarra elettrica, una chitarra rumorosa e grattugiata, su cui si costruiscono aperture da camera ricche di fiati, percussioni, archi e piano. È musica che scuote quella di Edda, almeno emotivamente, per niente accomodante.

È un mettersi costantemente a nudo, dimenticando appigli e qualsivoglia forma di artificialità. Certo, è un disco difficile, scomposto, che lacera le orecchie, ma farà sicuramente la gioia di chi, solo tre anni fa, rimase affascinato dall’esordio solista di questo cantautore strano, scarno e volutamente sopra le righe.

A dare il titolo alle tracce persone in carne e ossa, che diventano visioni, lamenti e sfoghi arcaici, spesso incomprensibili, dove anche le parole sono secondarie all’urlo primordiale di Edda. Al di là dell’effetto sorpresa, bruciato con il disco d’esordio, e dell’agghiacciante artwork che accompagna il disco, le dieci tracce di questo “Odio i Vivi” ci riportano Edda più o meno come lo avevamo lasciato: un autore unico, magari privo di particolari doti liriche, capace però di enfatizzare ogni sillaba, di farla emergere, come fosse la cosa più urgente del mondo.

Un disco da ascoltare, magari non per tutti e non per tutti i momenti.

Un viaggio nella mente tormentata di un artista che è prima di tutto un uomo, fragile, confuso, ma capace di trasformare le disgrazie del vivere in canzoni che sono solo sue, e che difficilmente qualcuno potrà rubargli.

Voto: 6,5

 

Info:

Niegazowana, 2012

Cantautorato

 

Contatti: http://www.facebook.com/stefanoeddarampoldi

 

Tracklist:

1. Emma

2. Anna

3. Odio i vivi

4. Topazio

5. Gionata

6. Marika

7. Il seno

8. Omino nero

9. Qui

10. Tania