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Daft Punk: Random Access Memories

Una delle cose per cui "Random Access Memories" verrà ricordato sarà sicuramente la faraonica campagna marketing che l’ha accompagnato negli ultimi mesi. Una strategia commerciale azzeccata che rilasciava informazioni con il contagocce, prima l’artwork, poi pian piano gli ospiti che avrebbero partecipato - la serie di interviste Collaborators -, per poi infine dare il colpo di grazia con la proiezione del teaser di "Get Lucky" al Coachella: centoventi secondi scarsi di lustrini e scintillanti giacche vestite da un sorridente Nile Rodgers e un ammiccante Pharrell che hanno scatenato i fan e cominciato a seminare scetticismo tra gli aficionados della prima ora.

La pletora di ospiti ha poi fatto il resto rendendo ancor più spasmodica l'attesa: gente come Panda Bear, Paul Williams, Todd Edwards, Julian Casablancas, il nostro Giorgio Moroder e i già citati Pharrell e Nile Rodgers tutta assieme non si era mai vista prima. Tanta carne al fuoco insomma, tanta da rendere R.A.M. non solo uno dei più attesi album dell’anno, ma anche tra i più ambiziosi.

Otto anni di attesa - sempre se non si considerano "Alive" e la Soundtrack di "Tron Legacy" - sono stati ripagati? Sono riusciti Bangalter e Homem-Christo a rimescolare di nuovo gli equilibri della musica contemporanea? La risposta è assolutamente sì. Non rivoluzionario come "Homework", "Random Access Memories" è la naturale evoluzione del pensiero daftaniko e ideale continuo di "Discovery", con cui condivide lo stesso spirito e l’amore per gli anni '70, per i suoi synth e per le sbrilluccicanti mirrorball.

Un album ambizioso (per la prima volta interamente suonato da musicisti) che sorprende per omogeneità, nonostante la diversità delle guest star presenti, fatto di tracce raffinate alcune delle quali diventate repentinamente instant classic. Basti pensare alla cliccatissima "Get Lucky" che ha fatto impazzire i più famosi canali di peer2peer inondati da migliaia di fake - uno su tutti quello di Fabio Nirta che ha fatto slittare di qualche ora la release ufficiale del radio edit - oppure "Fragments Of Time" con "Todd Edwards" - già co-autore della "Face To Face" contenuta in "Discovery" - in odor di West-Coast e Fleetwood Mac.

Il tributo al loro padre putativo è servito in "Giorgio by Moroder": nove minuti di funk che deflagra in prog (!) in cui Giovanni Giorgio spiega i suoi primi, difficili, passi nella musica e nelle discoteche che poi per anni dominerà con le collaborazioni con Donna Summer, Berlin e Blondie con il suo rivoluzionario utilizzo del Moog. Dopo il maestro bolzanino, spetta all’allievo Panda Bear chiudere il cerchio con "Doin’ It Right", brillante traccia che sa tanto di ideale passaggio di consegne tra i protagonisti del French Touch e il leader degli Animal Collective.

"Random Access Memories" è un disco meravigliosamente complesso, un piccolo capolavoro di artigianato, non immediatissimo e che molti magari capiranno fra qualche anno, soprattutto quelli che si aspettavano un altro "Human After All" o un altro "Homework": mi spiace siete totalmente fuori strada!

Info:

Columbia, 2013

Pop, House, Funk

 

Tracklist:

1. “Give Life Back to Music” (featuring Nile Rodgers)

2. “The Game of Love”

3. “Giorgio by Moroder” (featuring Giorgio Moroder)

4. “Within” (featuring Chilly Gonzales)

5. “Instant Crush” (featuring Julian Casablancas)

6. “Lose Yourself to Dance” (featuring Pharrell Williams and Nile Rodgers)

7. “Touch” (featuring Paul Williams)

8. “Get Lucky” (featuring Pharrell Williams and Nile Rodgers)

9. “Beyond”

10. “Motherboard”

11. “Fragments of Time” (featuring Todd Edwards)

12. “Doin’ It Right” (featuring Panda Bear)

13. “Contact” (featuring DJ Falcon)