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AL DOUM & THE FARYDS: Positive Force

“This fucking righteously Out There declaration comes on like a lobotomized Xhol Caravan meets Shiva’s Tongue meets one of those low low grade reggae recording bands like Ras Michael & the Sons of Negus, all jamming-ah on the 100° Fahrenheit obsidian-strewn plains of Southern Sardinia. Yes, it’s hot “.

Non so voi, ma io pagherei oro per avere un'acclamazione di questo genere da sua maestà psichedelica Julian Cope. Ad un anno di distanza dall'esordio benedetto, gli Al Doum & The Faryds tornano a far vibrare la psiche con una nuova raccolta di brani capaci di raccogliere al volo le intuizioni seminate nel precedente lavoro per poi farle germogliare in una forma decisamente più concisa e determinata.

“Positive Force” è un disco ostinato nel perpetrare l'uso maniacale di sonorità avvolgenti ed ipnotiche ma in questo caso con un'intelligenza e una capacità compositiva da primi della classe. La psichedelia orientaleggiante ormai marchio indelebile della band milanese, viene imbrigliata in sei composizioni fluttuanti e visionarie ma mai fini a se stesse.

Una tracklist capace di giostrare al meglio i picchi di tensione strumentale, per poi lasciarli scivolare lungo cavalcate psicotrope e ipnotiche con un utilizzo magistrale di tutti gli elementi in campo, dai tamburi, alle circolarità di basso, fino alle rasoiate di sassofono. Le jam session all'alba del deserto non vengono messe da parte ma fatte convivere in alcuni casi con la ricerca di soluzioni diverse, in particolare l'esplorazione di percorsi sperimentali più vicini al Drone che ai mantra Doom del passato.

Una volonta di innovarsi che non si discosta da quanto detto in precedenza, ma che allo stesso tempo si avventura in nuovi e arditi muri sonori. L'apertura di “Sinai” mette subito in chiaro gli intenti, una danza sfrenata in cui nulla è lasciato al caso, dall'introduzione tribale al pathos oscuro dei graffi di sassofono sul finale. “Earth” eleva la componente terrena della band verso orizzonti spaziali, tra montagne di riverberi, astronavi di Jazz spaziale e raga vocali. “Rahjan Creek” rappresenta al meglio l'evoluzione di “Positive Force”, un vero e proprio viaggio dentro nuove ed entusiasmanti sfaccettature tra chitarre liquide e un mare di effetti. I movimenti sincopati di “Ship of Joey” trascinano l'ascoltatore verso gli orizzonti oscuri e dilatati di “Lava” e le prese di posizione di “Thirst” nei confronti di un linguaggio nuovo e ibridato con lo stoner piu vellutato.

La voce degli Al Doum & the Faryds suona forte e chiara. Caro Julian Cope ti aspettiamo al varco, ora tocca a te!

Voto: 7,5

 

Info:

Julia Dream Recordings/ Black Sweat Records, 2012

Psichedelia

 

Contatti: http://aldoumandthefaryds.tk/

 

Tracklist:

1-Sinai

2-Earth

3-Rahjan Creek

4-Ship of Joey

5-Lava

6-Thirst

 

 

 

Al Doum and the Faryds - Earth - Positive Force LP from JonnySerpico on Vimeo.