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Aidan: The relation between brain and behaviour

Una piacevolissima smentita. Il Post Metal è uno dei generi più abusati degli ultimi anni, le idee sono finite e la lista dei nomi da dimenticare si ingrossa giorno per giorno. Per questo motivo, non posso che felicitarmi con quelle band che da quell'universo ne prendono sì l'attitudine, ma ci aggiungono del loro, ci mettono personalità.

La formula degli Aidan è di quelle sporche e ruvide, lontana dalla finzione atmosferica, e vicinissima al marciume Sludge e Black Metal. “The relation between Brain and Behaviour” è un concentrato di cavalcate possenti, ripetizioni progressive e una spiccata predilezione verso la dilatazione rovinosa e sfibrata, non troppo lontana da pesi massimi del Drone Doom come Eagle Twin e Khanate.

Giunto al primo album sulla lunga distanza, il trio padovano, pur non eccellendo in tecnica e abilità compositiva, riesce a mettere sul tavolo sette brani con una carica e una violenza a dir poco sorprendenti. Un percorso che non disdegna le sorprese, i cambi di tono e le discese chitarristiche vorticose, alternando riff rocciosissimi a soluzioni atmosferiche e visionarie. Gli Aidan mischiano le carte sottoponendo l'ascoltatore a robuste dosi di pesantezza strumentale sorprendemente scorrevole e assimilabile. Non la solita potenza di fuoco, ma un uso attento delle diverse forze in campo, con risultati adrenalinici e complessi allo stesso tempo.

“No Longer Gage” è un vortice di ripetizioni e progressioni micidiali. “Left Frontal Lobe” e “Dr.John Martyn Harlow” riprendono le cavalcate dei Capricorns per farle schiantare contro un muro di melodie e alternanze assassine. “Pulse 60, and regular” si aggiudica il premio di bigliettino da visita dell'album, dosando alla perfezione le diverse influenze in campo, tra muraglie “fangose” e il miglior Black Metal atmosferico in circolazione. “Ptosis” e “Lone Mountain” uniscono il Doom ai feedback degli amplificatori regalando vagonate di inquietudine e suggestioni psichedeliche.

Impreziosito da un artwork sfizioso e affascinante (opera di Berlikete, Stonino degli Zippo e Marco Brocca), un piccolo gioiellino sonoro da non sottovalutare o prendere sotto gamba. Non fatevi ingannare, provateli e rimarrete pienamente soddisfatti.

Applausi.

Voto: 7

 

Info:

Red Sound Records, 2013

Sludge/Post Metal

 

Contatti: http://www.facebook.com/pages/Aidan/312454752137706?fref=ts

 

Tracklist:

1-Lebanon,1823

2-No longer Gage

3-Left Frontal Lobe

4-Dr.John Martyn Harlow

5-Pulse 60, and regular

6-Ptosis

7-Lone Mountain