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Apart, l'album d'esordio di HVSBAND

  • Scritto da Orazio
apart
apart - apart

È un sound asciutto e notturno, tra elettronica, droni e pop, a rendere l’atmosfera tagliente e irrespirabile nella piccola nicchia in cui si nasconde HVSBAND. Mentre si riprendeva da un incidente, Gianlorenzo De Sanctis ha cercato di guarire dal trauma alla testa sperimentando con i synth e la forma canzone. APART è una lettera intima, passivo-aggressiva, indirizzata a sé stesso. Un lungo viaggio personale inciso su nastro e in uscita per More Letters Records.

HVSBAND, Gianlorenzo De Sanctis, musicista di Bologna già negli storici Buzz Aldrin (Unhip, Ghost Records), firma il suo primo album dopo anni di isolamento durante i quali non ha mai smesso di sperimentare con i suoni. APART è un disco che contrappone una cervellotica composizione digitale all’essenziale forma canzone, il tutto messo a fuoco su nastro analogico. Il risultato è un album magistralmente leggero di musica complessa, interamente suonato e registrato dall’autore.

Facendosi le ossa nella scena alternativa bolognese e conclusa l’esaltante esperienza dei Buzz Aldrin, comincia a suonare in proprio come Husband, con la U. Nell’epoca d’oro del music blogging della fine dei 2000, arriva in brevissimo a sconfinare nella scena inglese, pubblicando un singolo 7’’ con Robot Elephant e guadagnando menzioni tra gli altri su TheLineOfBestFit, Clash e The Quietus, fino al titolo di New Band of the Day sul Guardian.



Interrotto bruscamente quel percorso da vicende personali e ricominciando dopo una lunga pausa da uno scantinato, HVSBAND (ora con la V) ha costruito uno studio di registrazione e un laboratorio di riparazione di microfoni dinamici degli anni 60/70. Ripresi gli strumenti, aggiungendo i synth alla sua tavolozza e un filtro più pop al suo obiettivo, ha scritto compulsivamente, distruggendo e ricreando dozzine di brani.

“Per anni ho messo tutti i miei sogni nell'angolo ma come atto di resistenza, nel mio studio ci andavo ogni giorno. Il sacrificio vince sempre, mi ripeteva una voce nella testa. Quando poi la lotta per riconoscermi come HVSBAND davanti agli strumenti mi sembrava di averla definitivamente persa, ho ritrovato quel poco di leggerezza sufficiente a distruggere ciò che avevo provato e riprovato e la forza per incanalare in un nuovo atto compositivo l'energia bloccata. La soluzione era vicina ma non la vedevo, ed è stata semplicemente questa: respirare più profondamente e lasciar andare le cose. Ora ci sorrido su ma il processo è stato più lungo e sofferente che riprendersi dall’incidente.”

La scrittura di HVSBAND procede per sottrazione di elementi, tra chitarre, percussioni e sintetizzatori, dal surreale caos arriva a essenziali composizioni pop capaci di racchiudere il suo delirio onirico in gemme da tre minuti. Nei brani, strati su strati di emozioni si contraggono in un sottile cantato, spesso robotico, esaltato dai synth pulsanti e dai droni.

Reclamato senza paura il suo territorio sonoro, tra retrofuturismo e le tinte più scure delle produzioni DFA, tra l’attitudine a una scrittura post-punk spesso compulsiva e l’approccio ludico alle macchine, APART è il primo atto di liberazione di HVSBAND dopo anni di silenzio e ossessioni private.

Il one-man project di HVSBAND si è nutrito dei suoni dark ipnotici dei Soft Moon e del dolce calice dalle dissonanze synth pop dei maestri Suicide. Il risultato finale scava più livelli di ascolto, raggiunge i bassi di un viaggio lisergico al termine della notte ma è riportato in superficie da una volutissima cantabilità pop che conduce il disco e i suoi ascoltatori verso le luci di una nuova e serena alba.