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Greystorm n. 06: "Il Segreto della Mummia"

 

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greystorm - greystorm
Con il sesto numero di Greystorm Antonio Serra affonda il colpo in maniera decisa. Il mestiere dell’autore sardo qui è quanto mai prezioso nell’imbastire un episodio che vive d’atmosfera e di semplici gesti. E ritroviamo anche Alessandro Bignamini, dopo l’ottima prova del terzo numero.

L’equilibrio raggiunto

Nelle precedenti recensioni abbiamo evidenziato come certi numeri di Greystorm siano poveri di contenuti (il secondo e quarto numero) a dispetto di altri numeri che invece straripavano di situazioni ed informazioni (il terzo e il quinto). “Il Segreto della Mummia” riesce finalmente ad raggiungere un equilibrio fra soggetto e sceneggiatura invidiabile: finalmente le situazioni e le informazioni di cui man mano prendiamo conoscenza sono condite da una impeccabile sceneggiatura, che permette di approfondire la narrazione, di dare un grande spessore non solo al protagonista principale, ma anche a semplici comparse. Ne è un esempio l’iniziale cena fra Robert Greystorm e il capitano Daniels, basato molto su semplici gesti come può essere prendere un bicchiere, mangiare un boccone. Piccole istantanee che servono a creare una tensione narrativa di base, non effettiva, che riesce a rendere questo episodio parecchio lugubre. Ad aiutare questa oscurità che pervade la storia è anche e soprattutto l’ambientazione: niente più mondi perduti o isole misteriose, niente più Verne nella serie. I luoghi esotici fanno spazio alla spettrale (forse anche troppo) casa londinese di Robert Greystorm, a tenebrose stanze e lugubri laboratori: adesso è il turno di omaggiare altri maestri della letteratura: Mary Shelley in primis, ma anche Edgar Alla Poe e Conan Doyle. Il continuo sviluppo del personaggio Greystorm approda stavolta ai limiti della follia: ci viene mostrato il crollo dei suoi sogni, la sua sconfitta al momento del ritorno in terra inglese, una delusione violenta che lo porterà a non arrendersi, a cercare “qualcos’altro”. E questo “qualcos’altro” lo troverà nella mummia: viene definitivamente svelato il mistero dello spaventoso morbo che ha portato alla morte personaggi importanti (o almeno che sembrano tali) come McCrane e la sensuale Ele’ele, la sacerdotessa dell’isola, l’amore perduto dello scienziato. O almeno sembrava perduto fino alle ultime pagine di questo numero, in cui si scopre che la morte di questi ed altri personaggi è stata una morte apparente: un vero sconvolgimento per la serie questo, perché il ventilato ritorno di Ele’ele potrebbe metter definitivamente contro Greystorm e il suo amico Jason, rimasto sull’isola, in questo albo totalmente assente per la prima volta dall’inizio della miniserie.

Concludendo un episodio riuscito, probabilmente il migliore fino ad adesso. L’equilibrio che nel numero scorso era pura chimera adesso è stato raggiunto. Che la miniserie crei sempre più interesse man mano che gli albi si susseguono era già un merito riconosciuto sin dai primissimi episodi, e se adesso si proseguirà con questo miscuglio di influenze che non siano solo verniane, e con questa qualità di sceneggiatura (davvero azzeccati alcuni passaggi), la miniserie si appresta a diventare un gran bel traguardo nella storia della Sergio Bonelli Editore

Old Robert

L’esagerata prospettiva dell'abitazione di Greystorm con cui l’albo si apre manifesta tutto il talento di Alessandro Bignamini, molto più a suo agio con queste atmosfere oscure che con mondi perduti, come gli era capitato nella sua precedente prova. Attentissimo a ogni più minuto particolare, molto bravo nel ritrarre sul volto di Greystorm il nervosismo, la rabbia, sino ad arrivare alla sorpresa, bravissimo nelle recitazioni: Alessandro Bignamini fa ancora centro, e si conferma come il disegnatore più spettacolare e scenico fin’ora visto all’opera con Greystorm. Una prova non esente da difetti comunque: in alcuni casi  le vignette eccedono di cura e di tratteggio (la luminosità delle vignette ogni tanto passa da oscurità pura a luce solare nello stesso spazio), curioso il modo di realizzare i raggi del sole che penetrano dalle finestre, sin troppi “fisici”, e particolare la realizzazione di Greystorm, molto differente da quella virile e muscolosa del terzo numero. Qui abbiamo un Greystorm più esile, visibilmente invecchiato. Il che non è un errore (il personaggio invecchia anche graficamente) ma vedendo alcune tavole in anteprima del prossimo episodio ricompare il Greystorm con lo stesso aspetto fisico che aveva sul finire del primo numero.

In ogni caso grande prova questa, che mischia saggiamente atmosfera con dinamismo d’esecuzione.

Covers

Dopo un filotto di copertine non molto convincenti sembra che anche Gianmauro Cozzi abbia aggiustato il tiro: la copertina, raffigurante un Greystorm che sembra accarezzare il sarcofago della mummia, con uno sguardo tutt’altro che rasserenante, è molto riuscita, così come la colorazione malsana che vira su un verde alieno. L’unico elemento che disturba è la mano della mummia, dalla postura abbastanza avulsa dal contesto, estranea alla mummia stessa. Ma Cozzi sembra che abbia fatto molto meglio già dalla prossima cover, che in prewiev appare stupenda. Arrivati al sesto numero, esattamente la metà di quelli previsti, si possono trarre i primi bilanci di quello che potrebbe esser visto come un esperimento della Bonelli: una narrazione fiume composta da tanti capitoli, con il primo protagonista negativo. La non perfetta efficacia di certi episodi è da ricollegare alla leggibilità autonoma di ogni singola storia Bonelli, una vera e propria piaga della politica editoriale della SBE, che speriamo venga sconfitta al più presto.

 

Soggetto: 7

Sceneggiatura: 8

Disegni: 7,5

Globale: 7,5

 

 

Info:

IL SEGRETO DELLA MUMMIA

Soggetto e Sceneggiatura: Antonio Serra

Disegni: Alessandro Bignamini

Copertina: Gianmauro Cozzi

Editore: Sergio Bonelli

Miniserie mensile n. 6 (di 12)

Marzo 2010

 

 

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