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Dampyr (M. Boselli-M. Colombo)

Dampyr

Dampyr - Dampyr
Ecco una raccolta di minirecensioni dei primi 30 episodi di Dampyr, l'innovativo personaggio creato da Mauro Boselli e Maurizio Colombo quasi 10 anni fa, edito dalla Sergio Bonelli Editore.

(PS: segnalati in arancione gli albi giudicati da noi i migliori della serie)

 

pag 1/4:  successiva

 

 

n. 1: "Il Figlio del Diavolo" (M. Boselli/M. Colombo & Majo)

Uno dei migliori numeri 1 della Bonelli, alla pari de "L'Alba dei Morti Viventi", storico numero 1 di Dylan Dog.
Riuscitissima sia l'ambientazione che i personaggi, con lo storico incontro fra Harlan, Kurjak e Tesla.
I disegni sono forse più d'atmosfera che belli, ma proprio per questo molto efficaci. Tirando le somme un inizio col botto per Dampyr.

Sogg./Sceneg.: 7,5                  Disegni: 7

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n. 2: "La Stirpe della Notte" (M. Boselli/M. Colombo & Majo)

Questo numero ha un apice che poche volte altri albi Bonelli hanno raggiunto: la maxi vignetta (4/6) di pag. 93, stupenda nei suoi contenuti e nella sua esecuzione (superbo lavoro di Majo). In stretta connessione col primo, l'albo può vantare scelte narrative mai banali, con le personalità di Kurjak e Tesla che man mano emergono.
Majo si conferma come uno dei disegnatori più d'atmosfera, anche se il suo tratto può considerarsi ancora acerbo, se diamo un'occhiata ai capolavori che ci regalerà in futuro.

Sogg./Sceneg.: 7,5                  Disegni: 7

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n. 3: "Fantasmi di Sabbia" (M. Boselli & L. Rossi)

Il terzo numero di Dampyr è un piccolo gioiellino di paura, anche se inferiore ai primi due Dampyr e che soffre di un problema di identità (storia facilmente adattabile a Dylan Dog). Prima apparizione della bella Amber, e primo di tanti sodalizi fra Harlan e un Maestro della Notte donna.
Ottimo esordio di Luca Rossi. Tenebrose ed efficaci le vignette più orrorifiche.
Unico neo la copertina, non particolarmente riuscita (un neo, quello della copertina, che accompagnerà Dampyr sino ad oggi).

Sogg./Sceneg.: 7                    Disegni: 7

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n. 4: "Notturno in Rosso" (M. Colombo & M. Dotti)

Episodio discutibile. Che già al quarto numero Harlan faccia fuori senza troppi patemi un Maestro come Vurdalak è francamente alquanto inverosimile. Leggendo questo numero potrebbe sorgere l'impressione al neofita di una serie abbastanza ripetitiva (impressione comunque sia ampiamente smentita nel corso degli anni).
Non eccelsi i disegni di Dotti, dallo stile un po' troppo "datato" per una serie "giovane" come Dampyr.
Un albo appena sufficiente, e con un Harlan in copertina non propriamente riuscito.

Sogg./Sceneg.: 6                    Disegni: 5,5

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n. 5: "Sotto il Ponte di Pietra" (M. Boselli & L. Rossi)

Storia stupenda in (quasi) tutti i suoi particolari, impreziosita da un monumentale Luca Rossi.
Boselli è bravissimo nella sceneggiatura, il personaggio di Nikolaus è perfetto, un po' stereotipato invece il personaggio di Comenius.
Forse un po' facilona la soluzione del sangue di Dampyr che riesce a distruggere anche il golem.
In ogni caso uno dei miglior numeri di Dampyr di sempre, sia per testi che per disegni.

Sogg./Sceneg.: 8                    Disegni: 8,5

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n. 6/7: "La Costa degli Scheletri/Zona Proibita" (M. Boselli & M. Dotti)

Prima doppia per Harlan Draka. Che si citino, in una sola storia, due maestri della notte diversissimi fra loro è la cosa più riuscita dell'intreccio narrativo.
Storia action e a suo modo ironica (vedi i duetti fra Tesla e Kurjak). Diventa però sempre più evidente la difficoltà nel gestire gli scontri fra Harlan e il maestro di turno da parte degli autori (qui Omulù fa una fine non degna del personaggio).
Dotti non aveva convinto nel n. 4 e convince poco anche qua, anche se va da merito al disegnatore di realizzare disegni molto ben documentati.
Copertine che difettano soprattutto per la colorazione.

Sogg./Sceneg.: 7                    Disegni: 6

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n. 8: "Dalle Tenebre" (M. Boselli & N. Genzianella)

Albo riuscito, ma non ai livelli dei precedenti. Curiosa l'idea di Harlan professore, e umana e credibile la raffigurazione del professor Milius come personaggio goffo e pasticcione. Stereotipata invece la figura di Sophie (dal vago sapore dylandoghiano), ma non inficia troppo sulla buona riuscita dell'albo. Storia di lovecraftiana memoria ma ogni tanto sembra perdersi.
Non male il debutto di Genzianella, con alcune ottime vignette (anche se scarseggia nei primi piani).

Sogg./Sceneg.: 7                    Disegni: 7

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n. 9: "Lamiah" (M. Colombo & Majo)

Il miglior albo del primo anno di Dampyr, dopo "Sotto il Ponte di Pietra". Godibilissimo il personaggio di Lamiah e abbastanza riuscito anche lo scontro fra Harlan e il maestro Schreck. Qualche perplessità sul passato di Tesla: è un po' esagerato che dei semplici rivoluzionari cantastorie vengano trattati in quel modo dalla polizia, con tanto di retata organizzata da un traditore.
Fenomenale Majo in alcune vignette (ad esempio quando Harlan scende nei sotterranei della chiesa).

Sogg./Sceneg.: 8                    Disegni: 8

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n. 10: "Casa di Sangue" (M. Colombo & A. Baggi)

Albo passabile, ma non deludente. La figura di Victor è molto ben costruita, Araxe denota poca personalità, per via del suo non essere cattiva.
Bella l'idea del "maestro-condominio", anche se non viene sfruttata a dovere.
Debutto di Alessandro Baggi molto visionario, si dimostra sin da subito il disegnatore più atipico dello staff dampyriano.

Sogg./Sceneg.: 6,5                  Disegni: 7

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n. 11: "Nemesis" (M. Colombo & G. Piccininno)

Albo con qualche infamia e abbastanza lode. Gode di tre stupendi momenti (Tesla che racconta la favola dei quattro cavalieri, la storia d'amore fra Nadja e Kurjak e l'incontro fra Kurjak e il padre, mentre Tesla cerca di uccidere quest'ultimo). Ci si sarebbe dovuto dedicare di più al passato sia di Kurjak che di Tesla (vedi "Lamiah"). Albo dichiaratamente non vampiresco, anche se nelle ultime pagine appare in maniera un po' pretestuosa un vampiro che in futuro impareremo a conoscere.
Debutto insufficiente di Giuliano Piccininno: il suo tratto old-style cozza troppo con la dinamicità della storia.
Copertina decisamente non riuscita.

Sogg./Sceneg.: 7                    Disegni: 5,5

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n. 12: "Anima persa" (M. Boselli & L. Rossi)

Seconda puntata praghese non convincente come la prima: storia eccessivamente confusionaria e con dialoghi sin troppo corposi.
Ma gode di alcune sequenze dal forte impatto scenico, quasi cinematografico.
Luca Rossi si conferma un maestro del fumetto d'orrore. Come sempre bravissimo, e stupende le chine del passato di Mydlar e le (poche) inquadrature delle due partite a scacchi.

Sogg./Sceneg.: 7                    Disegni: 8

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n. 13: "L'Isola della Strega" (M. Colombo & S. Andreucci)

Albo carico di vari topoi letterari, ma Colombo si è districato bene. Piuttosto un albo che appare troppo affrettato.
Prima prova di Stefano Andreucci abbondantemente superata (con qualche piccolo incedente di percorso): la pag n. 39 è sicuramente riuscita in quanto a impatto emotivo.
Ennesima copertina pessima per Riboldi.

Sogg./Sceneg.: 6,5                  Disegni: 7

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n. 14: "I Ribelli" (M. Boselli & S. Casini)

Ennesima storia che ha come scenario una situazione di guerra, uno scenario che potrebbe sembrare abusato, soprattutto per il numero esiguo di albi pubblicati sino ad allora. A parte ciò storia sicuramente riuscita, anche se non disdegna alcuni luoghi comuni che, purtroppo, sono anche tristemente reali. Prima apparizione del Medical Team.
Unica prova di Stefano Casini su Dampyr. I suoi Harlan, Tesla e Kurjak sono quasi irriconoscibili (specialmente Kurjak) ma il disegnatore neveriano ci mette la sua massiccia dose di dinamicità.
Una delle peggiori copertine di Riboldi.

Sogg./Sceneg.: 6,5                  Disegni: 7

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n. 15/16: "Nato nella Palude/Delta Blues" (M. Boselli & M. Dotti)

Con questa doppia Boselli riesce nell'intento di farci "respirare" l'anima blues, riesce a farci ingoiare la polvere di quei blues-men che lavoravano nei campi di cotone e che la sera cantavano la loro sadness e la loro loneliness. Una doppia che esplora il blues partendo dai suoi derivati (i Lynyrd Skynyrd, alias gli Swamp Lizard) per arrivare all'origine della fonte (Robert Johnson).
Solito neo dello scontro non all'altezza delle aspettative con un Maestro della Notte.
Dotti come sempre è bravo nel disegnare quello che deve disegnare, ma non concede al lettore nessun vezzo, nessun abbellimento stilistico, ma anche così fa la sua figura.

Sogg./Sceneg.: 8                     Disegni: 6,5

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n. 17: "Il Conte Magnus" (M. Boselli & M. Torricelli)

Albo dalla forte componente citazionistica (omaggio a quel genio di M. R. James), di per se è semplice ma non banale, e che rende chiaro un concetto ricorrente nella serie: anche i semplici non-morti possono dar del filo da torcere ad Harlan & company. Curiosità: dopo più di 100 numeri ancora non si sa chi è il Maestro citato in questa storia.
Bellissimi i disegni della quasi guest-star Torricelli, la vignetta 4/6 della chiesa di legno è stupenda, così come altre vignette che pur rispettando l'atmosfera, riescono ad essere molto precise. Peccato che Torricelli ne disegnerà solo un'altra (e con risultati meno convincenti).
Copertina sopra la (bassa) media di Riboldi.

Sogg./Sceneg.: 7                    Disegni: 8

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n. 18: "Lo Schermo demoniaco" (M. Colombo & L. Rossi)

Un albo tutto sommato convincente, anche se piena zeppa di riferimenti cinematografici già abusati ad esempio su Dylan Dog. Scorre senza sussulti, si sente la mancanza di pathos nella lettura. E ancora una volta un Maestro della Notte che non fa certo una bella figura.
Luca Rossi è una garanzia, la sua Tesla e il suo Jurjak sono i migliori. Ma il suo pezzo forte sono le ambientazioni, gli scenari, da guardare e riguardare.
Ancora una buona copertina per Riboldi.

Sogg./Sceneg.: 6,5                    Disegni: 8,5

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n. 19: "La Luce nera" (M. Colombo & N. Genzianella)

Buon episodio, soprattutto in prospettiva: il mondo di Kyazar è ben costruito e reso molto affascinante, carne buona per un sequel (che ci sarà).
Storia fuori continuity, in cui si vedono in un sol botto tutti maestri della beat generation come Ginsberg, Kerouac, Bourroughs e Corso, utilizzati come ispirazione grafica dei quattro scrittori protagonisti. In definitiva una storia che parla di scrittori che hanno avuto il "dono" non è certo originale, ma risulta ben strutturata e affascinante, soprattutto grazie all'escursione di Harlan nel mondo parallelo.
Genzianella molto bravo, un tratto magari troppo esile, ma funzionale.

Sogg./Sceneg.: 7                       Disegni: 7

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n. 20: "Il Castello nei Carpazi" (M. Boselli & G. Piccininno)

Inizio della prima trilogia della serie, ambientata (e come poteva essere altrimenti) in Transilvania. Sontuose le apparizioni di Draka, così com'è sontuoso il modo in cui Boselli caratterizza tutti i personaggi, compresi Harlan, Tesla e Kurjak. Epico lo scontro finale fra Vlatna/Harlan/Draka.
A parte i totaloni Piccininno si conferma come il disegnatore meno scenico di Dampyr.
Menzione speciale per la copertina, forse la più riuscita dei primi 20 numeri.

Sogg./Sceneg.: 8                       Disegni: 5,5

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n. 21/22: "Transylvanian Express/Il Segreto delle Sette Città" (M. Boselli & Majo)

Storia doppia a tutti gli effetti (anche se non c'è il "continua" a fine primo albo). Prosegue e conclude una trilogia molto riuscita, che vede la comparsa di importanti personaggi e il primo storico incontro fra Harlan e suo padre, un incontro purtroppo molto al di sotto delle aspettative. Tolto ciò Boselli  si conferma bravissimo nella doppia narrazione e nel caratterizzare la squadra di Harlan con bei duetti.
Majo un po' sottotono rispetto alle sue opere precedenti, ma è in ogni caso ottimo lavoro, finemente curato nel tratteggio.

Sogg./Sceneg.: 7,5                      Disegni: 7

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n. 23: "L'Elisir del Diavolo" (M. Boselli & N. Genzianella)

Questo numero nasconde un sontuoso universo narrativo, una goliardica ricchezza tematica, divine sfaccettature e stupende atmosfere, con didascalici pensieri che si collegano, il tutto a condire la solidissima, monolitica trama principale di un Harlan che diventa cattivo per mano di un inconcludente Nergal, di un Nicolaus che è buono ma lavora per i cattivi, di un Caleb pomposamente inutile dinanzi al giochetto che gli tira Nergal. La sceneggiatura un po' freddina che toglie un po' di mordente alla lettura e il "lato cattivo" di Harlan che non viene sfruttato come meriterebbe sono gli unici difetti di una storia che estesa su due albi avrebbe reso molto di più.
Genzianella sembra ricalcare sapientemente alcune scelte grafiche di Andreucci e di Majo, realizza un ottimo lavoro, ma non riesce a non far rimpiangere l'estro di Luca Rossi, perfettamente a suo agio con questa tipologia di storie.

Sogg./Sceneg.: 7,5                      Disegni: 7

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n. 24: "La Milizia oscura" (M. Colombo & N. Genzianella)

Uno degli albi facenti parte del filone "action" fra i più riusciti della serie, divinamente caratterizzata la figura di Bobby Quintana, che seppur stereotipata, dimostra una personalità fortissima. Una storia che funge da introduzione per Ixtlàn, nuovo Maestro della Notte. Sceneggiatura velata di ironia, bella tosta.
Genzianella conferma quanto di buono aveva mostrato nel numero precedente, confermando la sua indole di essere un disegnatore molto continuo.

Sogg./Sceneg.: 8                         Disegni: 7

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n. 25: "Incubo fiammingo" (M. Boselli & L. Rossi)

Un albo che per 3/4 è un piccolo capolavoro: l'incipit è fenomenale, con una malinconia che pervade le pagine, un tono cupo e depresso di fondo. Ma tutto ciò cozza un bel po' con mostri dalle dimensioni parallele, e la dylandoghiana soluzione dell'enigma con conseguente scoperta dell'assassino, per di più Harlan fa poco più che una comparsa. Tirando le somme, albo che inizia benissimo ma che tradisce parzialmente le aspettative.
Rossi qui ammorbidisce un po' il tratto, lo rende meno spigoloso, e cambia anche il modo di ombreggiare, non ci sono più quei netti contrasti nero-bianco. E' un ottima evoluzione, ma fa perdere leggermente personalità al disegno.

Sogg./Sceneg.: 7                         Disegni: 8

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n. 26: "Il Giardino proibito" (M. Colombo/A. Baggi  & A. Baggi)

Storia abbastanza sotto gli standard di Dampyr, la resa di Praga è abbastanza malriuscita, più alcune scelte discutibili rendono l'albo poco godibile. Buoni invece i monologhi di Tesla.
Ottimo qui il lavoro di Baggi, che spesso crea discordia fra i fans dampyriani. Sicuramente l'eclettico artista ha una tipologia ben definita di storie adatte al suo inconfondibile stile (e nel corso della serie lo vedremo disegnare praticamente solo questa tipologia). Il disegnatore varia da vignette stupende ad alcune vignette quasi imbarazzanti per la malriuscita dinamicità dei movimento. Da rivedere oltretutto il volto di Harlan.

Sogg./Sceneg.: 5                         Disegni: 7

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n. 27: "I Lupi mannari" (M. Boselli & Majo)

Uno dei migliori albi della saga dampyriana. Storia carica di sentimenti, con vero protagonista il padre di Harlan e con alcune sequenze pienamente riuscite.
E poi c'è Majo che non delude mai, anzi. La sua opera si commenta da sola. Entusiasmante.

Sogg./Sceneg.: 8,5                         Disegni: 8,5

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n. 28/29: "La Banda dei Morti viventi/Arizona Killers" (M. Boselli & M. Dotti)

Doppia di stampo prettamente western, omaggio di Boselli a uno dei suoi generi preferiti (il suo nick su internet è infatti borden, dedicato a Borden Chase), in cui vediamo i nostri contro un gruppetto di morti viventi immuni al sangue di Dampyr. Storia tutto sommato non memorabile, che sa più di divertissement.
Dotti perfettamente a suo agio con le atmosfere western, e si vede. Probabilmente la sua miglior prova dagli inizi della serie.

Sogg./Sceneg.: 6,5                         Disegni: 7

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n. 30: "Vegas!" (M. Boselli & N. Genzianella)

Uno dei migliori albi "action" della serie, sceneggiatura spregiudicata, quasi ai limiti dei "confini" bonelliani, e ricco di avvenimenti che quasi ci si sorprende che sia tutto rinchiuso in 94 pagine. Seconda apparizione per l'importante maestro Ixtlàn.
Ottima prova anche di Genzianella, che appesantendo il tratto, lo rende più ricco di dettagli, senza rinunciare però ad una buona dose di dinamicità.

Sogg./Sceneg.: 8                          Disegni: 7,5



Disegno in copertina di Enea Riboldi

 

pag 1/4:  successiva