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Caravan n. 03: "La Parola di un Leader"

 

 

Caravan 3

Caravan 3 - Caravan 3
Il terzo numero di Caravan conferma quanto di buono la serie ha offerto con i primi due numeri.

Già dal secondo episodio l'autore Michele Medda era interessato a mostrare una situazione che stava lentamente degenerando, e qui rincara la dose, dedicando l'episodio al sindaco di Nest Point, e alla sua voglia di guidare la sua cittadina, di far valere quei diritti che troppo misteriosamente i militari continuano a calpestare, facendo rimanere all'oscuro di tutto questa carovana.

 

E' proprio questo "tutto" il nocciolo del discorso. Così subdolamente evitato ma così presente, Medda chiarisce ancora una volta la tipologia della sua prima miniserie: non una serie dedicata alla deportazione di una intera cittadina a causa di misteriosi fenomeni meteorologici, ma una miniserie dedicata agli appartenenti di questa cittadina, alle loro emozioni, al loro passato, e in questo caso anche alla loro credibilità.

 

Il Leader

E' riuscitissima infatti la costruzione del personaggio di George Banks, il (l'ex) sindaco di Nest Point. Attraverso l'analisi del suo passato e del suo presente, attraverso anche le frustrazioni di un leader che non è più tale, Medda dipinge un affresco sicuramente umano e riuscito, ma soprattutto un personaggio credibile: Banks è la dimostrazione lampante del talento di Medda di far vivere nella maniera più umana (e anche per questo banale) i suoi personaggi. Una umanità talmente forte da sovrastare anche la parte "misteriosa" della serie, quella strana nuvola che ha causato tutto.

Un altro personaggio riuscitissimo è sicuramente la moglie di Banks, Adah, un personaggio che si è visto poco ma che rimane impresso. La sua insicurezza, la voglia di occuparsi di suo figlio Lenny, un ritardato mentale che avrà alla fine un ruolo fondamentale della storia e che sarà vittima dell'astuta macchinazione ideata dall'inviata del governo americano Kyra Peters per screditare agli occhi della cittadina il sindaco Banks. Ancora il sindaco Banks, perchè è lui la vera vittima: si sforza di dare voce alla voglia di sapere dei suoi cittadini, ma la stessa cittadinanza non ci pensa due volte a ripudiarlo, a screditare la "parola" del loro leader, quasi a voler rendere evidente la tipica chiusura mentale di piccole città (italiane e non). Ma risulta troppo evidente la valenza "logistica" della nuova apparizione delle nuvole: la situazione creatasi era difficilmente gestibile dall'autore, con Banks sì screditato, ma con ancora le domande rivolte ai militari che non avevano ricevuto risposta. Poteva bastare aver perso il loro leader per dissipare la voglia di sapere degli abitanti di Nest Point? Forse si, forse no, sta di fatto che l'apparizione delle nuove nuvole è risultata sicuramente "puntuale", forse anche troppo.

Anche la sceneggiatura ha qualche difetto di impostazione: la scelta di Medda di voler narrare tutto per didascalie (che danno voce ai pensieri intimi di Davide Donati) appesantisce la dinamicità della narrazione. Nell'uso delle didascalie Medda è sempre stato un maestro (leggere qualche sua storia di Nathan Never per credere), ma almeno in questo caso reputiamo questo uso un po' eccessivo, che danneggia la fluidità della lettura. La stessa apparizione delle nuvole, momento fulcro dell'albo, non sembra avere il giusto pathos, la giusta carica emotiva per colpire.

Stile senza Spettacolo

Esordio per Fabio Valdambrini sulle colonne di Caravan, disegnatore che troveremo anche nel quinto numero della miniserie: una prova convincente la sua, il suo tratto grezzo (che ricorda un certo filone della scuola argentina) è funzionale alla caratterizzazione dei personaggi. Proprio questa caratterizzazione è il suo forte, dato che tutte le sue versioni sono convincenti, eccetto sicuramente Jolene, dalla fisionomia alquanto variabile nel corso dell'albo. Un disegno il suo non certo fenomenale, o che rimane impresso, ma sicuramente funzionale allo stile grafico della serie, uno stile non spettacolare, che punta molto più sulle caratterizzazioni dei personaggi, sui primi piani, e non su rumorose splash-page o scene d'azione. L'unica eccezione a questa stile è stato Roberto De Angelis nel numero 1, e di De Angelis, si sa, ce n'è uno solo. Un lavoro onesto, ma che di certo non farà impazzire gli amanti del dettaglio o dei maestri.

La Carovana prosegue

Buona la copertina di Emiliano Mammucari, soprattutto per la sinergia fra titolo e illustrazione, davvero efficace. Forse un po' meno efficace quello sfondo bianco di zagoriana memoria, e alquanto curiosa la posizione del militare dietro alla dinamica figura del sindaco Banks, con una innaturale posizione del braccio sinistro. In definitiva un terzo numero riuscito questo, con molti pregi e qualche difetto, ma che prosegue il trend positivo del secondo numero. Sulla rete intanto cominciano a circolare i primi mugugni: c'è chi vorrebbe sapere qualcosa di più del mistero delle nuvole, c'è a chi non interessa tanto la caratterizzazione dei personaggi, c'è chi vorrebbe più azione. In riferimento solo a questo numero l'equilibrio fra i due fattori (caratterizzazione dei personaggi e situazione in cui si trovano) è pressocchè perfetto a nostro modo di vedere, ma le conferme che Caravan sia una buona serie, o anche una serie scadente, potranno arrivare solo quando si potranno leggere un numero più consistente di albi. I lettori finora delusi attendono al varco il giro di boa (indicativamente il sesto numero, che sarà illustrato da Andrea Cuneo), e da quel punto si potrà fare una sorta di bilancio provvisorio della serie.


Soggetto: 7

Sceneggiatura: 6,5

Disegni: 6,5

Globale: 6,5



 

 

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