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15 Live da vedere assolutamente

  • Scritto da Enrico Tallarini

i migliori live 1. Nick Cave and The Bad Seeds: Nick Cave dirige l’orchestra perfetta. Come un impossessato predica, scalcia e canta con quella voce unica. (La tempesta di legno)

2. Radiohead: La band calibrata al dettaglio, dove ogni cosa sta al posto giusto. Sembrano di un altro pianeta. (L’astronave perfetta)

3. Leonard Cohen: Una voce che migliora con gli anni, lo sguardo saggio e un songbook da storia della musica. (Il maestro)

4. Arcade Fire: La passione che governa l’imperfezione. I cori sono da stadio. L’atmosfera cavalleresca. (L’epico da pugno alzato)

5. dEUS: Un concentrato di stili. Variegati, sorprendenti, e tecnicamente perfetti. (Nati sul palco)

6. Sonic Youth: La vecchia Gioventù Sonica fa ancora rumore. E lo fa come nessun altro. Le chitarre parlano e si apre un vortice. (Girotondo da squilibrio)

7. Tool: Fanno paura. Letteralmente. Scenografie ultramoderne, suoni potentissimi e ritmi tribali da esorcista. (Il buco nero)

8. Blonde Redhead: Un trio da metronomo. Atmosfere sognanti e inserti noise. Le gambe di Kazu da sole valgono il biglietto. (Il triangolo perfetto)

9. Mercury Rev: Sono extraterrestri. Canzoni esemplari, melodie oniriche e una voce da sguardo al cielo. Se state all’aperto schivate le stelle cadenti. (Un sogno ad occhi aperti)

10. The Cure: Una garanzia. Almeno tre ore di un sound unico, tra rock, dark e pop. La voce di Robert Smith, poi, rimane qualcosa di indicibile. (La cura oscura)

11. Antony and the Johnsons: Dicono abbia una voce da angelo. E io ve lo confermo. Il gigante e la bambina sono la stessa persona. Provate e fatemi sapere. (Voce d’angelo)

12. Einstürzende Neubauten: Una fabbrica sul palco. Suonano di tutto, dai compressori alle lavatrici, col tedesco che squadra le melodie. (La betoniera elettrica)

13. Dirty Three: Un trio sospeso a gambe all’insù, su un mare che si fa burrasca. Il violino di Ellis disegna ragnatele tra le onde. (La sirena del post rock)

14. Il Teatro degli Orrori: Un post punk tutto sudore che mira a risvegliarci la coscienza. E ce n’era davvero bisogno. (L'orgoglio nazionale)

15. Thee Silver Mt Zion: Un lupo nel deserto che ulula alla luna. Tra post rock, blues e canti ad occhi chiusi. Ipnotici. (I lupi del deserto)