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Nick Cave & The Bad Seeds

  • Scritto da Enrico Tallarini

nick cave

nick cave - nick cave
Anno 2001 - Stadio Comunale di Arezzo, 6 Luglio 2001. Nick Cave suona con i Bad Seeds ad Arezzo Wave, il festival più tossico e deviato d’Italia. Ho diciotto anni, non ho mai visto Cave dal vivo e di suo conosco solo l’ultimo “No More Shall We Part”. Basta.

Al concerto ci sono quarantamila persone, buona parte delle quali palesemente stravolte. Era un posto allucinante Arezzo Wave, allucinato e allucinante. Quello che mi ricordo è difficile a credersi, e a pensarci ho ancora i brividi. Non ho mai visto né sentito niente del genere. Ricordo una truppa di uomini in nero, elegantissimi, per lo meno all’inizio. Dopo un’ora e mezza dell’eleganza non vi era più traccia. Strappate le cravatte, aperte le camicie, via le giacche e sudore a fiumi. E ricordo Nick Cave, con quella voce profonda, incredibile, che si dimenava come un pazzo e urlava, urlava senza mai perdere un filo di classe, di grazia. Ricordo che qualcuno dal pubblico gli lanciò una canna, ma non ricordo se poi se la fumò. Ricordo però “Into My Arms”, “The Ship Song”, “Henry Lee”, “Do You Love Me?” come fosse ieri. Da quel giorno il mio rapporto con la musica è cambiato. È la musica che ti prende a schiaffi. Allora aumento esponenzialmente la mia presenza ai concerti, nella speranza di ritrovare qualcosa o qualcuno che riesca a smuovermi con la stessa ferocia. Funziona così, quando tocchi la bellezza.

Tornato a casa ho bisogno di qualche giorno per riprendermi. Divoro “No More Shall We Part” in quella splendida versione coi testi tradotti in Italiano. Ascolto leggo e mi si apre un mondo. Il mondo di Nick Cave. Uno di quei posti senza la porta di uscita. Decido di andare a ritroso e nel giro di poco sento l’urgenza di avere tutti i dischi, e di averli subito. Ricordo ancora le bestemmie che tirai quando, dopo averli ordinati, trovai il mio negozietto di fiducia a Urbino improvvisamente chiuso. Chiuso per lutto. Era morto Carlo Bo, che per Urbino era tutto.

Anno 2010 - Carlo Bo è ancora morto, purtroppo. In compenso ho rimediato i dischi. Tutti. Li ho divorati, e mi hanno nutrito. Dagli acerbi inizi coi Boys Next Door al post punk tossico e feroce dei Birthday Party, fino ovviamente a tutti quelli firmati coi Bad Seeds. Non mi sono lasciato scappare quasi nulla, che si parli di libri, singoli, vinili, VHS-DVD, bootleg o che altro. Non mi sono perso una sola tournee italiana. Ne ho visti dieci di concerti di Nick Cave da allora. Re Inkiostro torna in Italia? Io vado, punto. E ogni volta ringrazio. Allora, arrivati a questo punto voi vi chiederete: ma a me di tutta ‘sta storia che cazzo me ne frega? E vi capisco. Me lo chiedo io, figuriamoci voi. La risposta è che buttar giù una scheda monografica su un artista che ti ha cambiato la vita, e farlo in poche righe non è cosa facile. Perlomeno, io non ne sono capace. E in mancanza d’altro non vi resta che sorbirvi questo.

Perché ascoltare Nick Cave? Perché molti dei suoi dischi e delle sue canzoni sono tra le cose più alte che l’uomo abbia mai concepito prima, e creato poi. Perché le cadute di stile in più di trent’anni di musica sono rarissime, e perlopiù concentrate negli ultimi due o tre anni. Perché una caduta di stile di Nick Cave è comunque un metro sopra il salto mortale più alto della maggior parte delle band in circolazione. Perché quello di Cave è un percorso artistico stupefacente. Un percorso vero, un mutare continuo. Si parte dal post punk tutto eccessi e furore di Boys Next Door e Birthday Party, band con la quale Cave comincia a fare sul serio. Una “Festa di Compleanno” tossica e violenta, autodistruttiva quanto lirica e poetica. Da lì in poi la tossicodipendenza, Londra - Berlino - San Paolo, l’incontro con Blixa Bargeld degli Einstürzende Neubauten, venticinque anni di Semi Cattivi, Wenders e il “Il Cielo Sopra Berlino”, raccolte di poesie, romanzi. Sì, perché Nick Cave oltre che autore e musicista straordinario è anche scrittore, attore, sceneggiatore, autore di colonne sonore, pittore. Un cammino che si snoda tra i capolavori oscuri di fine ottanta e le ballate pianistiche di fine millennio, per poi tornare agli albori a macinare urla e distorsioni. Ma dovendo proprio semplificare, tre sono i punti che fanno di Cave un artista straordinariamente potente: i testi, la voce e la presenza sul palco. Liquidare le liriche di Cave in due righe mi pare superficiale e irrispettoso, e proprio non ce la faccio (il “Re Inkiostro” non è lì a caso). Sappiate però che si va dal racconto dettagliatissimo alla poesia universale, dall’amore alla morte, dal dolore alle Sacre Scritture. Citazioni da ogni dove, a saziare una sempre lucida allucinazione. Parole queste, cantate con voce baritonale cavernosa ma al contempo sottile, fragile. Ricordo quando lessi in un’intervista che Cave non ha mai preso lezioni di canto. Anzi sì, tentò una volta, ma con scarsi risultati. Da non credere. Da ridere.

Arrivati a questo punto, se davvero volete avvicinarvi all’oscuro mondo di Nick Cave dovete obbligatoriamente assistere a un suo concerto. Che sia coi Bad Seeds, che sia col suo nuovo progetto Grinderman o in una solo performance al pianoforte non importa. Andateci e basta. Provare per credere. Mai visto nessuno tenere il palco con tanta fermezza. Come se lo violentasse il palco, a tal punto da farlo sembrare sempre troppo piccolo, inadatto quasi. Vi troverete di fronte un diavolo che canta canzoni divine. E quando scalciando predicherà indicandovi e fissandovi gli occhi sarà troppo tardi. Non ne potrete più fare a meno.

E per quanto riguarda il futuro risponde lui stesso: “Non so cosa potrei scrivere domani, non so che direzione prenderà la mia vita tra 24 ore.” “Quando avevo vent'anni non avrei mai pensato di arrivare a cinquanta. Nick Cave cinquantenne è un incidente di percorso.

 

Discografia consigliata

THE BIRTHDAY PARTY

- "Prayers On Fire" (1981) - Voto: 8

- "Junkyard" (1982) - Voto: 7

 

NICK CAVE & THE BAD SEEDS

- "From Her To Eternity" (1984) - Voto: 8

- "The Firstborn is Dead" (1985) - Voto: 7,5

- "Your Funeral, My Trial" (1986) - Voto: 8,5

- "Tender Prey" (1988) - Voto: 8,5

- "The Good Son" (1990) - Voto: 9

- "Henry’s Dream" (1992) - Voto: 7,5

- "Let Love In" (1994) - Voto: 8

- "Murder Ballads" (1996) - Voto: 7,5

- "The Boatman's Call" (1997) - Voto: 8,5

- "No More Shall We Part" (2001) - Voto: 9

- "Nocturama" (2003) - Voto: 7

- "Abattoir Blues/The Lire Of Orpheus" (2004) - Voto: 7,5

- "Dig, Lazarus Dig!!!" (2008)- Voto: 6,5

 

GRINDERMAN

- "Grinderman" (2007) - Voto: 6,5

- "Grinderman 2" (2010) - Voto: 7,5