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Butthole Surfers

  • Scritto da Orasputin

butthole surfersMilitanti dissacratori del sogno americano, i Butthole Surfers (letteralmente surfisti del buco del culo) hanno segnato uno dei capitoli più stimolanti del rock americano. Innovatori di un linguaggio musicale che guardava tanto all’ironia quanto ai film dell'orrore, perfezionarono una manciata di capolavori tra la metà degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, per poi venire (erroneamente) assimilati all’interno del filone grunge.

Haynes e soci hanno influenzato una caterva di musicisti, da Eddie Vedder ai nostrani Marlene Kuntz, senza esporsi troppo al calore dei media e alle direttive del mainstream. Hanno fatto scuola le loro performance ai limiti della fantascienza, l’uso sproporzionato di stupefacenti (anche durante le uscite ufficiali) e i titoli dei loro album, rivisitazioni grottesche di pietre miliari del pop. “C’è un tempo per la merda e un tempo per Dio, un tempo per le droghe e un tempo per essere lucidi, un tempo per fottere e un tempo per desiderare” .

 

 

Discografia consigliata

- "Psychic... Powerless... Another Man's Sac" (1984) / Voto: 8,5

- "Rembrandt Pussyhorse" (1986) / Voto: 8

- "Locust Abortion Technician" (1987) / Voto: 8,5

- "Hairway to Steven" (1988) / Voto: 8

- "Independent Worm Saloon" (1992) / Voto: 7,5

- "Weird Revolution" (2001) / Voto: 7