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Bad Religion

  • Scritto da Roberto Dessi

Se qualcuno vi dovesse domandare quale band rappresenta più significativamente l'evoluzione del punk-rock, la vostra risposta dovrà essere celere e sicura: i Bad Religion.

All'inizio degli 80's, nella California terra regina dell'hardcore punk, dei ragazzini di nemmeno 20 anni, all'anagrafe Greg Graffin e Brett Gurewitz, sfornavano testi socio-politici d'inaspettata maturità, unendoli a basi musicali veloci e istintive, dall'alto tasso ribelle, che diedero vita a "How could hell be any worse?", targato 1982, primo album e atto della longeva carriera della band di Los Angeles.

Dopo un periodo di pausa di qualche anno, i BR consolidano le loro idee, fondate sulla critica alla politica americana, corrotta e guerrafondaia, ad ogni dogma societario, fra i quali spicca un'accentuata ostilità verso la chiesa e le religioni, riuscendo a produrre una miscela omogenea con un sound graffiante, innovativo e più pulito del precedente, dando così vita a "Suffer" (1988) e "No Control" (1989), i due album capostipiti dell'hardcore melodico, prodotti dalla Epitaph Records, casa discografica indie del chitarrista Gurewitz, la quale diventerà il trampolino di lancio della scena punk-rock mondiale, producendo, fra gli altri, gruppi come Nofx, Rancid e Offspring.

La band diventa rapidamente un punto di riferimento mondiale di questo nuovo genere, anche grazie a brani di buon impatto commerciale come "21st Century Digital Boy", "Generator" e "American Jesus". Il gruppo viene notato dalla Sony, la quale apre il portafoglio per portare il punk-rock dei Bad Religion sul grande schermo: Gurewitz è in disaccordo con la scelta del gruppo di schierarsi con una major e lascia la band.

Sono gli anni di "Stranger Than Fiction" e "The Grey Race", prodotti dal buon rendimento commerciale e musicale, ma senza l'impatto esplosivo dei prededenti lavori. I Bad Religion conoscono il declino alla fine dei 90's, senza riuscire più a trovare il sound ruggente e i testi anticonformisti di un tempo. Sciolto il contratto con la major, il gruppo si riunisce a Gurewitz e alla Epitaph, Graffin ricomincia a sfornare testi di elevata caratura sociale, e un nuovo sound viene alla luce: aggressivo, melodico, imponente.

Una nuova linfa dell'Hc melodico viaggia ad alta velocità nei brani degli album del nuovo millennio, come "The process of Belief" (2002), "The empire strikes first" (2004) e "New maps of hell" (2007), prodotti che riconsegnano a una band con oltre 20 anni di carriera lo scettro di immagine rappresentativa del punk-rock, grazie a un'ideologia cinica e obbiettiva, alla costante ricerca delle evoluzioni, liriche e strumentali, in grado di elevare il punk-rock in un forte e incontrollabile mezzo di comunicazione.

Discografia essenziale:

"Suffer" (1988) - voto: 7,5

"No Control" (1989) - voto: 8

"Against the Grain" (1990) - voto: 8

"Generator" (1992) - voto: 7,5

"Stranger than fiction" (1994) - voto: 7,5

"The Gray Race" (1996) - voto: 7

"The Process of Belief" (2002) - voto: 8

"The Empire Strikes First" (2004) - voto: 8

"New Maps of Hell" (2007) - voto: 7,5

 

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