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Edward Bunker (1933-2005)

La bibliografia di Edward Bunker rappresenta uno dei compromessi tra realtà e letteratura più affascinanti dell'ampio panorama Pulp/Noir a stelle e strisce.

Lo scrittore californiano è stato un rapinatore, uno spacciatore, un estorsore e un falsario, ha soggiornato in diverse prigioni dello stato, tra cui il famigerato carcere di San Quintino. Tutto questo non avrebbe alcuna importanza, se non fosse che Edward Bunker è anche un narratore straordinario, capace di attingere con impressionante realismo ad un bagaglio di vita che non può non condizionare la sua visione del mondo. I suoi personaggi rispecchiano un'esistenza immersa nella violenza e nel nichilismo spietato di un ambiente, quello criminale, che non ha bisogno di nessuna giustificazione morale, semplicemente si riproduce su se stesso grazie ad una risorsa infinita di violenza e sopraffazione.

L'educazione di un ragazzo buttato tra le fauci di una società che lo isola e lo ghettizza, senza dimenticare l'apprendistato in carcere, sono gli elementi fondamentali di una narrazione impressionante proprio perchè capace di pescare da se stesso per parlare a tutti. Una scrittura convulsa, senza fronzoli, solo apparentemente scarna ma allo stesso tempo fulminante, abilissima nel tratteggiare con estrema precisione situazioni e personalità a dir poco complesse.

Individui come Max Dembo (“Come una bestia feroce”) o Alex Hammond (“Little Boy Blue”) non sono buoni o cattivi, semplicemente si trovano all'interno di un determinato ambiente con principi di comportamento ben precisi, i quali diventano l'unico appiglio per sopravvivere. L'unica redenzione, se mai ce n'è può essere una, è quella di prendere atto della situazione per raccontarla e presentarla al lettore cosi com'è, senza artifizi o interpretazioni. Non è un caso che il realismo spietato del suo immaginario sia riuscito a trasformare Edward Bunker in un mito vivente, destinato a trascendere il mondo della letteratura per approdare nell'ambito cinematografico. Impossibile dimenticare gli adattamenti (“Animal Factory” su tutti), le sceneggiature e le partecipazioni in veste di attore, fino alle citazioni e ai tributi di gente come Quentin Tarantino. Proprio quest'ultimo gli cuce addosso il ruolo immortale di “Mr. Blue” nel film “Le Iene”.

Per omaggiarlo alla grande, noi Osservatori Esterni vi regaliamo la bibliografia consigliata di un pilastro fondamentale di quell'universo intriso di violenza e cattiveria che prende il nome di “American Way of Life”. Buon approfondimento!

Bibliografia consigliata:

1. “Cane Mangia Cane“ (1996) voto 8,5

2. “Come una bestia feroce” (1973) voto 8,5

3. “Animal Factory” (1977) voto 8,5

4. “Educazione di una canaglia” (2000) voto 8

5. “Little Boy Blue” (1980) voto 7,5

6. “Stark” (uscito postumo nel 2006) voto 7

7. “Mia è la vendetta” (uscito postumo nel 2009) voto 7

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