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Don DeLillo: i migliori libri

La pallina da Baseball di “Underworld” supera il tempo, unisce innumerevoli storie diverse, lega tematiche e ossessioni apparentemente slegate tra loro, e soprattutto definisce in ben 880 pagine la cosiddetta letteratura postmoderna. Se dovessi scegliere uno degli autori più influenti degli ultimi trent'anni, farei senza dubbio il nome di Don DeLillo.

Classe 1936, di origini italiane (molisane per la precisione), Donald Richard DeLillo ha scritto capitoli fondamentali della cultura americana, capaci di condizionare l'intero panorama occidentale. Lo scrittore del Bronx punta il suo obbiettivo sulla società che lo circonda attraverso filtri narrativi che parlano di ossessione mediatica, paranoie collettive, complottismo, catastrofi rivelatorie e liturgie consumistiche. I destini personali, le grandi vicende storiche, gli oggetti e gli spazi si fondono tra loro in un universo solo apparentemente complesso, ma in realtà straordinariamente lucido e preciso.

Una scrittura frammentaria, ma allo stesso tempo fortemente avvolgente e destinata ad esplodere in climax emotivi a dir poco devastanti. In poche parole, un grandissimo narratore della “moltitudine” (in tutte le sue sfaccettature) e in definitiva dei nostri tempi.

Buon approfondimento.

Bibliografia consigliata:

1 “Underworld” (1997) voto 9,5

2. “Libra” (1988) voto 9

3. “Rumore Bianco” (1985) voto 9

4. “Mao II” (1991) voto 8,5

5. “Giocatori” (1977) voto 8

6. “I Nomi” (1982) voto 8

7. “Cosmopolis” (2003) voto 8

8. “Body Art” (2001) voto 7,5

9. “L'uomo che cade” (2007) voto 7

10. “Americana” (1971) voto 6,5

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