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Chi è Mo Yan?

Il Premio Nobel della Letteratura di quest’anno è stato assegnato al cinese Mo Yan.

È inutile che facciate i sapientoni o i letterati di turno: alzi la mano chi possiede realmente qualche informazione su di lui. Per quanto mi riguarda la prima domanda che mi ha attraversato il cervello nell’esatto momento in cui ho appreso della sua premiazione è stata: ma chi cazzo è Mo Yan?

Bene, se non volete risultare ignoranti in materia o semplicemente vi interessa qualche nozione in più a riguardo, ecco a voi 10 cose da sapere su Mo Yan. Per tutti gli altri: buon proseguimento.



1. Mo Yan è nato il 17 febbraio 1955 a Gaomi, nella provincia dello Shandong, in Cina. Segno zodiacale: pesci.

2. La sua è una famiglia di contadini. Mo Yan cresce portando al pascolo mucche e pecore e i suoi rapporti con questi animali diventano più frequenti di quelli con le persone. Prova così il gusto della solitudine, ma acquista anche una profonda conoscenza della natura.

3. A diciotto anni va a lavorare in una manifattura di cotone e nel febbraio del 1976 abbandona il paese natale per arruolarsi nell'Esercito di Liberazione Popolare che gli permette di studiare e coltivare la sua passione della scrittura. Si guadagna così in breve tempo un posto di insegnante nell'Accademia Culturale dell'esercito.

4. Nel 1997 si congeda dall'esercito e inizia a lavorare per un giornale. Nel frattempo si laurea presso la Facoltà di Letteratura dell'Istituto Artistico dell'Esercito di Liberazione Popolare (1984-1986) e ottiene un Master in Studi letterari e artistici presso l'Università Normale di Pechino (1989-1991). Inizia a pubblicare nel 1981.

5. Mo Yan è uno pseudonimo che in cinese classico significa “non parlare”. Il suo vero nome è Guan Moye. Il motivo della sua scelta? Ecco qui la sua risposta: “Ho scelto uno pseudonimo perché molti scrittori famosi sono diventati tali proprio con uno pseudonimo. Inoltre il nome che ho scelto, Mo Yan, «non voglio parlare», rimanda anche al periodo in cui sono cresciuto: durante la Rivoluzione culturale se si parlava troppo e si dicevano cose sbagliate le conseguenze non erano piacevoli per sé e per la propria famiglia. Una delle cose che papà e mamma mi ripetevano spesso era proprio di non parlare e quindi ho preso spunto da quello che mi dicevano i miei genitori”

6. Nel 1997 vince il prestigioso premio annuale dell'Associazione Scrittori Cinesi, a cui corrisponde una elargizione di 100.000 renminbi.

Nel 2005 vince il premio Nonino per la letteratura internazionale e nel 2007 tiene un incontro in Italia con gli studenti di letteratura cinese dell'Università Kore di Enna, e presenzia alla Fiera del Libro di Torino, in qualità di scrittore di rilevanza internazionale.

Nell’estate del 2010 è ospite del Festival letterario "L'isola delle Storie" di Gavoi, in Sardegna.

Nel 2011 Mo Yan vince il premio Mao Dun - intitolato all'omonimo celebre scrittore - premio a scadenza quadriennale promosso dall'Associazione Scrittori Cinesi e dedicato ai romanzi lunghi (mentre per la poesia e le novelle brevi la stessa associazione attribuisce i premi intitolati a Lu Xun).

7. Mo yan ha scritto 7 romanzi, una dozzina di racconti e numerosi storie brevi. Queste le sue opere pubblicate in Italia: “Sorgo rosso” (1994); “L'uomo che allevava i gatti e altri racconti” (1997); “Grande seno, fianchi larghi” (2002); “Il supplizio del legno di sandalo” (2005); “Le sei reincarnazioni di Ximen Nao” (2009).

8. Dai primi due capitoli di “Sorgo rosso” ha ricavato la sceneggiatura per l'omonimo film di Zhāng Yìmóu, vincitore dell'Orso d'Oro al Festival di Berlino nel 1988. Mo Yan non pare molto convinto del risultato finale e afferma: “Hanno fatto quello che hanno voluto con il film. D’altra parte credo che qualunque romanzo venga sacrificato se trasformato in un film”.

9. La sua scrittura parte sempre da cose che ha conosciuto direttamente nella vita reale: persone o vicende personali. Attraverso i suoi personaggi egli cerca di tracciare il quadro della Cina più in generale, sia nel bene sia nel male.

10. La motivazione che gli è stata assegnata per la sua ultima premiazione come Premio Nobel per la Letteratura 2012 è la seguente: "who with hallucinatory realism merges folk tales, history and the contemporary" (con realismo allucinatorio fonde fiabe popolari, storia e contemporaneità). È il secondo cinese a ricevere questo riconoscimento dopo Gao Xingjian, premiato nel 2000.