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Charles Bukowski: i migliori libri

bukowski Una delle frasi di Bukowski che meglio ne esprime il pensiero? “Umanità, mi stai sul cazzo da sempre. Ecco il mio motto”.

Charles Bukowski non si è certo risparmiato in materia di aforismi. Le sue massime sono famose quanto i suoi libri che, tra una sbronza e l'altra, finiva di scrivere prima ancora di potersi cambiare le mutande.

Che bevesse non è una novità per nessuno: che lo facesse per un motivo o per un altro, il risultato non cambia. Del resto, lui stesso non aveva problemi a ribadire come “se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa”. Bere per vincere la timidezza, soprattutto con il gentil sesso.

Checché se ne dica, Bukowski ha sempre avuto una gran paura dell'altro sesso e, anche se per sua stessa ammissione avrebbe di certo preferito il furto della propria donna a quello della propria auto, le donne le ha amate al meglio delle sue possibilità: “io continuavo a ripetermi che non tutte le donne erano puttane, solo le mie”.

Ridurre Bukowski alle sue opere non rende giustizia a quest'uomo ma non avendo avuto l'onore di conoscerlo personalmente siamo costretti a farcene un'idea come meglio possiamo e, quindi, attraverso quelli che sono i suoi capolavori. E non è certo un sacrificio, ma un piacere, leggere i migliori libri di Charles Bukowski.

 

Romanzi:

Post office (1971)

“Factotum” (1975)

“Donne” (Women, 1978)

 

Raccolte di racconti:

“Taccuino di un vecchio porco” (Notes of a Dirty Old Man, 1969)

“Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni” (parte di Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness, 1972)

“Compagno di sbronze” (parte di Erections, Ejaculations, Exhibitions and General Tales of Ordinary Madness, 1972)

 

Raccolte di poesie:

“L'amore è un cane che viene dall'inferno” (Love is a Dog from Hell, 1977)

“Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere” (You Get So Alone at Times That It Just Makes Sense, 1986)

 

Altro:

“Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle” (Fernanda Pivano intervista Charles Bukowski, 1997)

“Shakespeare non l'ha mai fatto” (Shakespeare Never Did This, 1979)

 

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