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VERDENA @ Rimini, 12 Novembre 2011

  • Scritto da Enrico Tallarini

verdena velvet rimini I Verdena stavolta hanno bruciato tutto. Un disco, “WOW”, tra i più incensati dell’anno, poi un tour da sold out infinito e adesso l’ultimo saluto, un giro veloce tra i più importanti club italiani per dare l’arrivederci e chiudere definitivamente questo quinto capitolo della loro storia musicale. In quest’ultima serie di date non poteva mancare il Velvet, nonostante siano passati solo pochi mesi dal precedente e infuocato passaggio riminese del trio bergamasco. Anche quello fu un concerto entusiasmante, con un Velvet che vomitava gente dappertutto e le nuove canzoni elette a struttura portante.

Da allora immagino che i Verdena li abbiate visti un po’ tutti. E immagino ne sia valsa la pena. Detto questo, e per evitare di ripetermi, vi butto giù qualche punto con la speranza di raccontare il concerto in maniera meno noiosa.

-Il Velvet: un locale che risponde sempre, non c’è niente da fare. Di gente ce n’è tanta, considerando i pochi mesi passati dall’ultimo passaggio verdeniano. Un pubblico giovane, che non molla la prima fila nemmeno sotto tortura e si mantiene caldo per tutta la serata, con i picchi nelle scatenate “Lui Gareggia” e “Dentro Sharon”, nell’ormai consolidata cantilena di “Razzi Arpia Inferno e Fiamme” e soprattutto in “Trovami un Modo Semplice per Uscirne”, inaspettata e cantata a squarciagola da mille voci che diventano una.

-I Verdena: dal vivo hanno raggiunto livelli da podio. Psichedelici, elettrici e corposi, sbagliano praticamente nulla. In Italia, oggi, hanno pochi paragoni. Certo, non sono proprio in serata di grazia, visibilmente stanchi, con la voce di Alberto che fatica a uscire e gli sguardi che cominciano a mostrare segni di cedimento e tensione. Ma l’impatto finale non viene scalfito. A conti fatti, un ottimo concerto. Sul palco, i Verdena stanchi sono comunque una spanna sopra la media e un’infinità di band in circolazione.

-La scaletta: è la sola cosa ad aver deluso le mie aspettative. Visto che ormai “WOW” è stato masticato e digerito, era bene fare un salto a due piedi nel passato, anche per ringraziare i fan che in questi mesi hanno assaltato a più riprese i botteghini. Per chiarire: la scaletta è stata rivoltata e qualche novità c’è stata, ma meno di quello che ci si poteva aspettare. “Trovami un Modo Semplice per Uscirne”, l’apertura shock di “Fluido”, “Dentro Sharon”, “Miami Safari”, “Elefante”: queste le sorprese, ma sono gocce in un mare che anche stasera ha nei pezzi di “WOW” la propria spina dorsale.

-Il risultato: i Verdena live non deludono. Si fanno pagare una miseria (10 euro) e regalano adrenalina e sudore per quasi due ore. Ma attenzione: non fateci l’abitudine. O se l’avete fatta, fatevela passare. I Verdena si sanno gestire come pochi. Meglio l’isolamento, che la noia. Per questo motivo stanno per sparire di nuovo. Aspettatevi lunghi mesi di silenzio. E poi l’ennesimo grande disco. E poi altri concerti infuocati, e così via. Fuggendo in eterno la noia.

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