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Verdena @ Ravenna, 5 Marzo 2011

  • Scritto da Enrico Tallarini

verdenaIl Tramonto degli Stupidi

Dopo aver bruciato l’effetto sorpresa un mese fa al Velvet di Rimini, torniamo alle prese col tour dei Verdena, che sta regalando al trio bergamasco una serie di sold out senza precedenti. Anche stasera è tutto esaurito, e lo è da settimane. Arriviamo al Bronson che è presto ma tardi. Presto per i Verdena, ma tardi per i Cosmetic, di cui riusciamo a seguire solo un paio di pezzi.

A giudicare dalle facce entusiaste, la band romagnola sembra però essersi dimostrata all’altezza della situazione. Il tempo di un saluto a un barbuto Dente in borghese e ci fiondiamo a bordo palco, nell’attesa che la band più chiacchierata del momento entri in scena. Un’attesa fastidiosa e interminabile, per via di un pubblico da scuola elementare che la birra di troppo non la regge e urla urla e urla, arrivando persino a urlare “Nudo!” a uno dei roadies durante la prova strumenti. Basterebbe un test del Q.I. all’ingresso e questi sarebbero fuori. Da brevettare. Mentre un bimbominchia con la felpa dei Nirvana mi fissa con faccia da duro i Verdena salutano il Bronson.

Sono le note al piano di “Scegli Me” ad aprire il concerto, e i quattro si dimostrano da subito in serata di grazia. “Per Sbaglio” e “Rossella Roll Over”, sempre dall’ultimo “Wow”, sono lì a confermarlo. Il suono è potente, e ancora più nitido e preciso rispetto all’ultimo concerto.

Magari è tutto leggermente più freddo, ma è un piacere distinguere suoni e parole senza che finisca tutto tritato in un indecifrabile magma sonoro. Merito anche al Bronson, e alla sua acustica che sempre sorprende e mai delude.

Il locale ravennate sembra piacere anche ai Verdena, stasera quanto mai in forma e in vena di divertirsi e cazzeggiare. Tra risate, sorrisi, salti e versi strani, la grande famiglia Alberto-Luca-Roberta si scopre scalmanata e devastante. In scaletta vengono ripescate addirittura due vecchie b-side come “Il Tramonto degli Stupidi” e “Stenuo”, piacevoli quanto inaspettate. È una “Lui Gareggia” al fulmicotone a rappresentare il climax dello show, insieme alla bordata di “Viba” e a una “Loniterp” steccata in partenza e poi ripresa senza problemi. Poi il basso distorto di “Luna” (da “Il Suicidio dei Samurai”) e “Isacco Nucleare”, che arriva come una saetta prima dei bis. Pochi minuti e tutti di nuovo fuori, mentre comincia a mancare l’aria e le bimbeminchia impazzano alla vista del torace anoressico di Luca Ferrari. La solita accoppiata “Sorriso in Spiaggia Part 1 e 2” e poi i quattro sparano un’altra sorpresa.

È la lunga cavalcata psichedelica de “Il Gulliver”, e più che su disco va vissuta dal vivo. Dieci minuti da togliere il fiato, già di per sé affaticato da queste temperature equatoriali. A sigillare una performance eccellente ci pensa la dolce e struggente “Lei Disse”, con la voce di Alberto che dopo due ore è ancora lì lì per strappare via la pelle.

Adesso siamo fuori. La voglia di ballare è sotto le scarpe e i Verdena chiusi in camerino. I complimenti di rito e tutti a casa. Di corsa.

Che i bimbominchia la notte sono ancora più cattivi.

 

Setlist:

- Scegli me

- Per Sbaglio

- Rossella Roll Over

- Il Tramonto degli Stupidi

- Non Prendere l’Acme, Eugenio

- Badea Blues

- Nuova Luce

- Lui Gareggia

- Canos

- Stenuo

- Muori Delay

- Castelli per Aria

- Canzone Ostinata

- Razzi arpia inferno e fiamme

- Miglioramento

- Le Scarpe Volanti

- Viba

- Loniterp

- Luna

- Isacco Nucleare

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- Sorriso in spiaggia Part I e II

- Il Gulliver

- Lei Disse