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Verdena @ Modugno (BA), 5 marzo 2015

  • Scritto da Orazio Martino
verdena L’evento: la prima data pugliese del tour 2015 della rock band bergamasca, con un grande album pubblicato da poco e concerti sold out in ogni angolo della penisola.

Il pubblico: i primi si aggiravano per il Demodé già dalle prime ore di cena. Sicuramente il pubblico più caloroso mai visto ad un concerto dei Verdena, con un’elevatissima presenza femminile e un impatto fisico davvero senza precedenti. Morale della favola: i fan pugliesi dei Verdena sono dei pazzi scatenati. Un’altra birra e svenivo pure io. Pogo infernale.

La set-list: spazio naturalmente a “Endkadenz vol.1”, con il trittico iniziale “Alieni fra noi”/”Ho una fissa”/”Un po’ esageri” devastante come poche altre cose in circolazione. La prima parte del concerto scorre che è una meraviglia, anche se il sound acido, distorto e stratificato dell’ultima fatica è tutt’altro che semplice da trasportare live. Non a caso le canzoni di “Requiem” e soprattutto quelle di “Wow” hanno una presa sonora superiore (“Lui gareggia” e “Attonito” sono due momenti altissimi), purtroppo non è la stessa cosa per bombe sonore del calibro di “Derek” (troppo incasinata) e “Inno del perdersi”, dove l’acustica non eccezionale del Demodé e un Alberto Ferrari poco concentrato fanno il resto. Impossibile non menzionare la durata lunghissima del concerto, circa 2 ore e mezza, nella quale vengono estrapolati anche due brani dall’esordio del ’99, l’immancabile “Valvonauta” e la sorprendente “Ovunque”. 150 minuti di scaletta per una band che, nonostante i numerosi problemi tecnici, continua a dimenarsi sugli strumenti come se non ci fosse un domani. Cose belle.

L’Alberto furioso: dicevamo di un Alberto Ferrari particolarmente stizzito. Lo staff del Demodé ha più volte precisato che la produzione dell’evento era tutta dei Verdena, quindi fonici e staff era praticamente farina del loro sacco. Non sono mancate le scene imbarazzanti, che hanno reso la seconda parte dell'esibizione troppo lenta, frustante e macchinosa, sia per il pubblico che per la band, con un'acustica in caduta libera e gli esigentissimi fan che piano piano iniziavano a perdere la pazienza. Un vero peccato viste le grandi aspettative sull'evento.

Considerazioni conclusive: le canzoni di “Endkadenz vol.1” devono ancora lievitare live. L’utilizzo di drum machine, effetti vocali e sperimentazioni di ogni tipo ha reso la loro esecuzione più ostica del previsto. Goduria e divertimento non sono mancati, ma dai Verdena e dal loro staff ci si aspetta sempre il concerto perfetto.