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ULAN BATOR @ Rimini, 11 Marzo 2012

  • Scritto da Enrico Tallarini

ulan bator rimini Quella del concerto pomeridiano, soprattutto la domenica, è una formula che andrebbe più spesso presa in considerazione. Ed è così che, dopo una serie di aperitivi al fulmicotone, Musincanta - Neon Rimini - SuoniOdoriSapori e la Rimini buona si danno appuntamento al Wadada Lab, per una merenda dal sapore speciale. Il Circolo Arci Wadada è un posto spettacolare. Lontano da tutto, raccolto, e fumoso al punto giusto, sembra uno di quei club anni ottanta che vedi solo nei film. Il locale è pieno, di gente come di un’infinità di prelibate cibarie, offerte a cannonate a tutti i presenti.

“Allacciatevi le cinture, si parte” minaccia Amaury Cambuzat poco dopo le sei, dando il via a un set energico, a tratti devastante, in trio. L’impatto live degli Ulan Bator è qualcosa di grandioso. Post rock, noise, una ritmica impeccabile, su cui spiccano il massacra pelli Alessio Ciborio Gioffredi e ovviamente lui, Cambuzat, vera e propria colonna dell’avant rock europeo degli ultimi due decenni. Un personaggio che meriterebbe ben altro, almeno in quanto a numeri. Ma stasera l’attenzione, il rispetto e gli applausi sono tutti per lui. Meritatissimi.

In scaletta molto dall’ultimo “Tohu Bohu”, più i tuffi nel passato di “Lumiere Blanche”, “D – Press TV” e “Pensees Massacre”, quest’ultima presentata ironicamente come il “successo” degli Ulan Bator, con Cambuzat che cita anche Sanremo, strappando due sorrisi.

Ma se c’è una cosa che va riconosciuta alla band francese-italiano-inglese è sicuramente il fatto di non essere mai scesa a compromessi, di non essersi ammorbidita. Perché se hai l’inferno dentro, e gli occhi di Cambuzat sembrano sputarlo, non puoi fare altro che tirare dritto per la tua strada. E lo scontro tra la sua, e la nostra di strada, ha creato un ingorgo da cui è impossibile sbrigliarsi.

Stomaco pieno, orecchie che fischiano e la consapevolezza di aver assistito a un evento memorabile. Questo è quello che è successo al Wadada Lab di Rimini una domenica pomeriggio qualsiasi di metà Marzo. Se c’eravate non potrete che confermare. Se non c’eravate, fatevi qualche domanda. E siateci la prossima volta.

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