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Thony & Amycanbe @ Rimini, 1 Marzo 2013

Serata tutta al femminile, almeno sulla carta e almeno in quanto a voci, quella ospitata stasera dal Velvet di Rimini nell'ambito della rassegna di concerti B-Side, da mesi attiva per allietare gli altrimenti vuoti venerdì riminesi.

Dopo Peter Hook, Lewis Floyd Henry, Giorgio Canali e Zeus (tanto per fare quattro nomi), stasera tocca all'accoppiata Thony + Amycanbe fare gli onori di casa, che tradotto significa due delle realtà musicali più interessanti spuntate in terra tricolore negli ultimi tempi.

Ci materializziamo nella piccola sala B dello storico locale romagnolo proprio nell'istante in cui gli Amycanbe fanno il loro ingresso sul palco. Ho sempre sopportato con fatica le band di supporto, ma stasera si ha a che fare con qualcosa di stupefacente.

L'impatto è dei migliori, con il quintetto ravennate che raccoglie applausi a suon di un alternative pop sbilenco e bordate elettriche, guidato dal carisma, dalla voce e dall'eterea presenza scenica di Francesca Amati, che attira sguardi e sorrisi di un pubblico quantomai attento e stupito.

Un mini set intenso, per una band che non posso che consigliarvi di seguire, e supportare.

Per la serie “solo cose belle”, pochi minuti di cambio palco ed ecco che Thony e i quattro musicisti salutano una sala che, almeno sulla carta, è qua tutta per loro. E invece niente, o “qualcosa più di niente”, tanto per tirare in mezzo il Giovanni Lindo nazionale e i suoi "Stati di Agitazione".

Nel frattempo Thony sembra essersi almeno quadruplicata, imitata com'è negli abiti e nelle pose dei volti femminili tra il pubblico.

Mentre sul palco le canzoni di “Birds” scorrono in tutta la loro delicatezza e bellezza, un brusio di fondo fastidioso e fuori luogo tenta, come spesso accade, di rovinare serata e atmosfera a chi si è fatto delle ore di viaggio per poterci essere.

Grazie al cielo però la temuta caciara non riesce a rovinare l'incanto che si sprigiona lì, a pochi centimetri dalle prime file adoranti.

Time Speaks”, “Flower Blossom”, “Promises”, “Quick Steps”, “Birds”, le affilate distorsioni di “Sam”: il set decolla e scorre alla perfezione, immerso in un'ondata elettroacustica di canzoni vestite con arrangiamenti più corposi e sostenuti. Arriva anche un tuffo nel passato con la cover di “Little Boxes” di Marvina Reynolds, prima che il bis trasformi in passato tutto ciò che abbiamo vissuto e di cui stiamo parlando.

Un concerto intimo, ben suonato, a tratti emozionante, che conferma Thony come una delle voci più interessanti e promettenti sbocciate in questi ultimi anni. Cose di cui possiamo vantarci, da godere in punta di piedi e possibilmente anche in silenzio.

Bastano un paio di orecchie e un briciolo di curiosità, per lasciarsi conquistare.

Un grazie a Thony, uno agli Amycanbe e via tutti a casa. Che tanto ci si rivede presto, statene certi.

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