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The Veils @ Bologna, 22 Ottobre 2016

  • Scritto da Enrico Tallarini
the_veils_bologna
Per chi scrive, andare a sentire i Veils è qualcosa di diverso dall'andare a un semplice concerto. Quasi una rimpatriata tra amici, che dall'ormai lontano 2004 si ripete ad ogni passaggio italiano senza mai esaurire la voglia prima, e la soddisfazione dopo.

Con la data bolognese di oggi, seconda e ultima tappa italiana di questo mini tour di supporto al nuovo disco “Total Depravity”, tocchiamo quota otto, e difficilmente sarà l'ultima, anche perché Finn Andrews e soci sono in forma smagliante.

Sono le ventitré e il Locomotiv Club è bello pieno quando si spengono le luci, partono gli applausi e i cinque guadagnano la scena. Finn Andrews, altissimo e filiforme, sguardo perso nel vuoto e immancabile cappello in testa, violenta la sua Jazzmaster e catalizza gli sguardi di un pubblico silenzioso e rapito, e dirige i passi di una band che, dopo i tanti cambi di formazione, ha definitivamente trovato l'assetto ideale per una resa live intensa e seducente.

Perché i Veils dal vivo sono una forza della natura, c'è poco da fare, e in quanto a intensità non sono secondi a nessuno.
In scaletta praticamente il nuovo “Total Depravity” per intero, più qualche ripescaggio dal passato: “The Pearl”, “Not Yet”, l'applauditissima “Nux Vomica”, “Calliope”, con la voce di Andrews che di anno in anno si fa sempre più matura e coinvolgente, tagliente e inconfondibile.

Dopo un'ora di concerto ispiratissima, sentita e graffiante, i cinque sono già nei camerini. Sarà il solo e sudatissimo Andrews a rientrare in scena, per regalare al pubblico “The Tide That Left and Never Came Back” e una richiestissima “Lavinia”, in una struggente versione voce e chitarra.

Tocca a “Jesus For The Jugular” sigillare una performance mozzafiato, piena di sudore e poesia, che conferma i Veils live band ispirata e talentuosa.

Di seguito trovate qualche foto del concerto.
Se vi capitano a tiro, non perdeteveli. C'è da fidarsi.