Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

The Twilight Singers @ Bologna, 03 Aprile 2011

  • Scritto da Enrico Tallarini

The Twilight Singers Bologna

The Twilight Singers Bologna - The Twilight Singers Bologna
Una giornata così calda in giro per il capoluogo emiliano non la si augura a nessuno. Ok il sole, ok la voglia di primavera e le maniche corte, ma un termometro impazzito fa presto a trasformarsi da sogno in incubo. La città che Guccini canta come “una vecchia signora dai fianchi un po’ molli” ospita stasera la prima delle tre date che segnano il ritorno nel belpaese di Greg Dulli e dei suoi Twilight Singers, a poche settimane dall’uscita dell’ultimo “Dynamite Steps”. Perdere, nel giro di pochi minuti, una giacca in strada, il senno e una buona parte del set di apertura dei Craxi fa sì che anche la pazienza si riduca a una pallida ombra.

Entriamo proprio mentre il neonato progetto di Enrico Gabrielli e Alessandro Fiori saluta e ringrazia un pubblico che sembra entusiasta. Peccato. Davvero un peccato. Speriamo ci sia una prossima volta. E speriamo presto e magari in un contesto più vivibile e respirabile di stasera. Sarà questa ondata di caldo anomalo, sarà il calore di un pubblico eroico, ma il Locomotiv stasera è semplicemente invivibile. Tutto si appiccica a tutto, e anche il muoversi o il battere la mani diventano un’impresa. Non si respira, e arrivare in piedi a fine concerto è una scommessa che non vogliamo lasciarci sfuggire. Sono le facce più o meno illustri di Claudia Pandolfi, degli Afterhours quasi al gran completo, di Simona Gretchen e di Gianluca de Rubertis a ingannare il tempo nell’attesa.

Il locale è semipieno e sono le 22:45 quando i “cantori crepuscolari” invadono la scena. Con loro stasera anche il leader degli Afterhours Manuel Agnelli, che si alterna a chitarra, piano, e voce. Zero fronzoli, tutti in nero e si parte con “Last Night in Town”, con Dulli che si mostra da subito in serata di grazia e con una voce che più che una voce è il ruggito di un leone. L’acustica è ottima, e ottima è anche la visuale. L’unica nota stonata è una temperatura che si fatica davvero a sopportare. L’entusiasmo, che c’è, se ne resta imbottigliato sotto pelle, ed è un peccato perché quella sul palco stasera è una band che non risparmia un briciolo di energia. Tra “Fat City” e “Forty Dollars” c’è un’altra delle note stonate della serata, ed è una “I Milanesi Ammazzano il Sabato” degli Afterhours, cantata da Agnelli al centro della scena e che, francamente, poco c’entra col resto dello show. Il canzoniere di Greg Dulli ne avrebbe tanti di momenti migliori da cui pescare. “Teenage Wristband”, “Never Seen No Devil” e “On The Corner” sono tra questi, e infiammano un Locomotiv attento e appiccicoso. Un suono che non brilla per precisione ma scuote, arde, sconvolge, con la voce e la presenza scenica di Dulli che sembrano migliorare col passare degli anni. Quando urla è come se il tempo si fermasse. Tempo che invece continua, e spinge il set a una caduta di stile intitolata “La Vedova Nera” e che vede i Nostri ospitare sul palco l’attuale Lombroso Dario Ciffo, in un duetto Agnelli/Dulli a strofe alternate. Un connubio italiano/inglese poco riuscito e trascurabile, per non dire evitabile. Roba da Pavarotti & Friends.

Tra accenni a “Another Brick In The Wall” dei Pink Floyd, “Breakdown” di Tom Petty, e “Voglio Una Pelle Splendida” degli Afterhours arriva un bis che è un vero e proprio calcio nei coglioni. “The Killer”, la potentissima “Waves” e una cover di “Brain” dei The Action accompagnano l’ultimo saluto. E tutti fuori di corsa, che il respiro ha i minuti contati. A somme tirate, e capitolo Afghan Whigs a parte, i Twilight Singers si confermano band live intensa e carnale come poche, e Greg Dulli uno degli animali da palco più generosi e viscerali che potete trovare. Ora che lo sapete, non fatevi pregare.

PS: Dopo un’ora di attesa riuscire a scambiare quattro parole con un divertente Agnelli prima, e con un gigantesco e ultra disponibile Dulli poi, ripaga tenacia e sforzi. Gentiluomini nel profondo del cuore.

Guarda le foto del concerto