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The Specials @ Alcatraz, Milano, 22 settembre 2011

Inutile nascondersi dietro una parola. La serata è speciale! Cerchiamo subito di spendere il gioco di parole all’inizio, così ce lo leviamo di torno e non ce lo portiamo dietro per tutto il pezzo. Da qui in poi ripetizioni a pioggia.

La serata merita la massima attenzione perché sul palco dell’Alcatraz di Milano ci sono The Specials, che insieme ai Madness, e forse più, anzi sicuramente, sono il gruppo 2 tone ska inglese per eccellenza. Di quelli di bianco e nero vestiti per dire, che andavano a scuola coi Clash ma poi la sera si univano anche ai fiati per le prove in garage. Ad aprire per gli inglesi l’organizzatore dell’evento ha pensato molto bene di chiamare i Casino Royale, che 25 anni fa iniziavano la carriera nei locali milanesi proprio suonando le cover dei The Specials e che visibilmente emozionati propongono un set dei loro maggiori successi, arrangiati un po’ alla vecchia maniera, più in levare del solito… Sempre più vicino, Re senza trono, Crx, Royale Sound e l’ultimo singolo Ogni uomo, una radio sono la songs-list di un live breve, intenso, che come aperitivo va giù liscio come una birra quando hai l’arsura.

A proposito di birra ci rinfreschiamo con un po’ prima che s’inizi a ballare sul serio. In coda al bar incontro Graham, che è inglese, che avrà una cinquantina di anni buona (non gli ho chiesto l’età che è scortese) e che è qui in Italia in vacanza e ha pensato bene di venire a vedersi il concerto. Terry Hall e compagni compaiono sul palco dietro ad un enorme telone bianco su cui vengono proiettate le loro ombre, e già da queste si intuisce che il look rude boy è rispettato in pieno. Completi lucidi e cappelli d’ordinanza!

Neanche il tempo di finire il secondo pezzo che Neville Staple è già lì che litiga con uno della prima fila. “Se non ti piace il concerto, vattene stronzo!” dice in un inglese che solo grazie alla mediazione di Graham riesco a comprendere. Andiamo bene mi dico, qui tra skin, mods e chi più ne ha più ne metta si rischia che finisce a botte. Rimango accanto a Graham per tutto il concerto, con lui che mi racconta di come The Specials li ha visti fin dai primi tempi e a casa ha ancora il primo LP del 1979, in vinile ovvio!

Il pubblico è maturo e di ragazzini ce ne sono pochi, si balla lo ska 2 tone e lo si balla alla grande, solo nella parte centrale il ritmo rallenta un po’, per avvicinarsi al reggae e dare un po’ di respiro. Su Hey, Little rich girl una ragazza sale sul palco e abbraccia cantando il chitarrista Lynval Golding, manco fosse Bono degli U2!

La tracklist è tiratissima, senza un attimo di pausa e i successi dei The Specials, con soli due dischi all’attivo, ci sono tutti: Do the dog, Nite Klub, Rat Race, Maggie’s Farm, Monkey Man e A Message to you Rudy. Graham le canta tutte e ondeggia bevendo una birra, tra una canzone e l’altra mi racconta di quella volta che sul palco di un piccolo club di Londra c’è salito lui, “insieme ad altri venti-trenta ragazzi” sul palco mentre suonavano Guns of Navarone. Quel pezzo lo fanno anche stasera e il coro dei duemila dell’Alcatraz riempie il locale.

Dopo una brave pausa i rude boys tornano sul palco per chiudere con You’re wondering now un concerto incredibile. Non ballavo e sudavo così dai tempi del liceo, dai concerti degli Statuto, quando portavo ancora i pantaloni corti! Uscendo stanco e contento saluto Graham, domani se ne torna in Inghilterra, così come The Specials.

Alla prossima volta boys!!

Fonte foto: rockol (Foto di Roberto Finizio)