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Teho Teardo e Blixa Bargeld @ Bologna, 5 Maggio 2016

  • Scritto da Enrico Tallarini
teho teardo e blixa bargeld
A tre anni di distanza da “Still Smiling”, e con un ottimo nuovo disco alle spalle (“Nerissimo”), la coppia Teho Teardo - Blixa Bargeld ritorna a farsi vedere live dalle nostre parti, e stasera è di scena al Locomotiv Club di Bologna per la seconda delle cinque tappe italiane in programma.

“Nerissimo” dicevamo, che poi è anche il colore che imperversa sia sopra che sotto al palco, dove aspetta in trepidante attesa un Locomotiv affollato in ogni spigolo, consapevole di essere parte di una serata di quelle da non perdere per niente al mondo.

Sono le ventidue e trenta quando viene meno il sipario e gli otto entrano in scena tra gli applausi, immersi in una scenografia spoglia, fissa e minimale, con la musica al centro di tutto.
Sul palco, oltre alla coppia padrona di casa anche Martina Bertoni al violoncello, un quartetto d'archi e un clarinetto basso.

Nessuna parola e si parte con “Nerissimo”, a cui seguono “The Beast” e “Mi Scusi”, con il gigantesco leader degli Einstürzende Neubauten a dominare la scena e catalizzare l'attenzione, in bilico tra l'infastidito e il divertito per via di un paio di piccoli inconvenienti tecnici che accompagnano i primi minuti di set. Ma Bargeld stasera sembra di buon umore, e ne approfitta per concedersi due minuti da mattatore, raccontare qualche aneddoto e accennare un mezzo sorriso.

In scaletta anche “Still Smiling”, “A Quiet Life”, “Come Up and See Me”, “What If”, la splendida cover di Caetano VelosoThe Empty Boat”, e tutto scorre alla perfezione, con la chitarra baritona, gli effetti e i tappeti sonori di Teardo che si fanno un tutt'uno con la voce cavernosa e inconfondibile di Blixa Bargeld, a cui bastano un'occhiata e un soffio al microfono per conquistare gli sguardi del pubblico e fermare l'aria.

Performer enorme, si divide tra inglese, tedesco e italiano, e padroneggia il palco come pochi senza muovere un muscolo, con quello sguardo calamitico e quella voce che è un vero e proprio strumento. Roba da gelare il sangue.

Applausi su applausi, due bis, la cover di “Soli si Muore” e tutti a casa, con ancora in testa le parole e i suoni di due artisti talentuosi e coraggiosi come ce ne sono pochi.

Nerissimo, e bellissimo.
Chapeau.